Tbc al Gemelli, dichiarata ammissibile la class action del Codacons

Dichiarata ammissibile dal Tribunale civile di Roma la class action proposta dal Codacons contro il Policlinico Gemelli, in seguito alla triste vicenda scoppiata a settembre scorso: molti bambini nati nel reparto di neonatologia dell’ospedale di Roma sono risultati positivi al test della tbc; nel reparto prestava servizio un’infermiera malata.

“I Giudici romani – si legge in una nota del Codacons – disattendendo le tesi del Policlinico, hanno ritenuto perfettamente sussistenti tutti i presupposti di ammissibilità previsti dall’art. 140 bis del Codice del Consumo: vale a dire l’adeguatezza del promotore a rappresentare la classe, la non manifesta infondatezza nel merito della pretesa risarcitoria, la possibilità di considerare i danneggiati come una classe, la sussistenza della qualifica di imprenditore in capo al Policlinico convenuto”.

“È una vittoria importantissima – afferma il Presidente Carlo Rienzi – in quanto riconosce la responsabilità del Gemelli per quanto accaduto ed apre la strada del sacrosanto risarcimento dei danni per tutti coloro che sono rimasti coinvolti nella vicenda, dovendosi considerare malattia anche la positività alla tbc”. I giudici del Tribunale Civile di Roma hanno infatti ritenuto che la positività al Quantiferon sia sufficiente a considerare il neonato come venuto a contatto con la TBC, a dispetto delle eccezioni in senso contrario del Gemelli, perché tale test è stato scelto come il più attendibile dalle competenti autorità sanitarie.

Il Codacons fa sapere che l’ordinanza verrà pubblicata su tre importanti quotidiani entro il termine indicato dai giudici e tutti coloro che hanno avuto figli nati al Gemelli e risultati positivi al test potranno aderire alla class  action per ottenere il dovuto risarcimento.

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