Vendite allo scoperto, Avvocato UE: no a potere dell’Esma di bloccarle

Il potere di bloccare le vendite allo scoperto attribuito all’Esma, l’Autorità Ue di sorveglianza dei mercati creata dopo la crisi finanziaria, va al di là delle competenze di armonizzazione del mercato interno previste dall’articolo 114 dei Trattati Ue su cui questo si basa. E’ il parere espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Jääskinen, intervenendo nella causa intentata dalla Gran Bretagna, che si era già opposta in sede legislativa, a maggio 2012. 

I poteri di emergenza concessi all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per intervenire sui mercati finanziari degli Stati membri regolamentando o vietando le vendite allo scoperto eccedono le legittime misure di armonizzazione necessarie all’istituzione e al funzionamento del mercato interno”, per questo l’avvocato generale di Lussemburgo Niilo Jaaskinen ”ritiene che l’articolo 28 del regolamento sulle vendite allo scoperto debba essere annullato” in quanto ”l’articolo 114 TFUE non ne costituisce la base giuridica adeguata”.

Secondo l’avvocato, infatti, il ”fattore determinante” da valutare è ”se le decisioni dell’agenzia in questione contribuiscano o equivalgano all’armonizzazione del mercato interno”. Per Jaaksinen la risposta è negativa, in quanto ritiene che le decisioni dell’Esma che prevalgono su quelle delle autorità nazionali di fatto vanno al di là dell’armonizzazione del mercato interno, costituendo una sostituzione del processo decisionale nazionale con un processo decisionale dell’Unione. A suo avviso si sarebbe dovuto fare ricorso all’articolo 352 dei Trattati Ue, che richiede l’unanimità degli stati membri (a differenza del 114 per cui basta una maggioranza qualificata) e il consenso dei parlamenti nazionali.

Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti, ma nella maggioranza dei casi vengono seguite dalla Corte nell’emettere la sua sentenza.

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