Green economy, l’Abi ci crede: è motore di crescita

Le energie rinnovabili sono un motore di crescita. Ci credono anche le banche. “Il settore bancario guarda con particolare interesse allo sviluppo della green economy in generale e alle opportunità che si aprono sul fronte del finanziamento delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica”, spiega l’Associazione Bancaria Italiana (Abi), da oggi a convegno a Roma nel forum “Green Energy 2012: nuova energia alle energie rinnovabili”. Negli ultimi quattro anni, afferma l’associazione, sono stati erogati finanziamenti per 20 miliardi di euro.

La green economy e le modalità di incentivazione alle rinnovabili sono al centro dell’attenzione del sistema bancario, che considera le rinnovabili leve per la crescita. L’Abi riconosce infatti che “la green economy è un comparto su cui è necessario puntare per far ripartire la crescita nel nostro Paese. Infatti, durante la crisi, il settore che ha realizzato maggiori investimenti sul territorio è stato proprio quello delle energie rinnovabili, andando in controtendenza sull’andamento generale della congiuntura economica”.

Nel 2011 si è registrato infatti un forte incremento: secondo le stime più recenti diffuse dal GSE, la potenza efficiente lorda nel 2011 ha superato 41.000 MW, pari a una produzione lorda complessiva di oltre 84.000 GWh. Gli impianti così alimentati sono diventati 160 mila, più del doppio del 2009.

Secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Rinnovabili (organismo dell’Abi a cui partecipano le principali banche italiane ed estere operanti in Italia) si stima che nel periodo 2007–2011 le banche abbiano assunto impegni di finanziamento in tale comparto per oltre 20 miliardi di euro.

L’Abi esprime una valutazione positiva sui nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili (contestati invece dalle principali associazioni di settore, che hanno chiesto la loro modifica): questi “rappresentano – afferma l’associazione bancaria – un compromesso tra diverse esigenze: da un lato, la necessità di ridurre l’onere sulla bolletta elettrica degli incentivi alle energie rinnovabili e tenere maggiormente sotto controllo la spesa complessiva; dall’altro, continuare a sviluppare le energie rinnovabili favorendo il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020”.

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