Osservatorio: energia idroelettrica, l’Aie vuole raddoppiare produzione entro il 2050

Sempre più consumatori hanno iniziato a prestare un occhio di riguardo al benessere dell’ambiente, adottando piccoli accorgimenti per tutelarlo al meglio. Al momento di confrontare le offerte di energia presenti sul mercato, ad esempio, molti italiani hanno iniziato a preferire quelle di aziende che si dimostrano più attive nell’impegno verso il settore delle rinnovabili.

Una linea di comportamento che non è solo dei singoli consumatori, ma che è condivisa, fortunatamente, anche a livello istitutzionale. La produzione di energia idroelettrica, infatti, dovrebbe subire un netto aumento entro la fine del 2050. E’ questo l’obiettivo dell’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) che, al fine di limitare l’effetto serra, le emissioni di gas e contenere il riscaldamento globale, ha presentato alcune raccomandazioni che puntano al raddoppio della produzione mondiale di energia idroelettrica.

L’Aie ha poi fatto il punto sulla situazione attuale in fatto di energia idroelettrica. Innanzitutto è bene sapere che con energia idroelettrica si intende quell’energia prodotta da dighe e altri impianti idraulici; quella oggi attualmente disponibile ricopre appena il 16,3% dell’energia consumata in tutto il mondo, ovvero, quasi 3.500 terawatt nel 2010.

L’energia idroelettrica va quindi a pesare più di quanto non faccia il comparto nucleare (12,8%) e questo la rende la prima fonte rinnovabile, battendo anche il comparto dell’eolica, della solare, della geotermica e di tutte le altre energie rinnovabili (3,6%).

Secondo quanto proposto dall’Aie, per raddoppiare la capacità e la produzione di energia idroelettrica entro la data che ci si è prefissati, ovvero il 2050,  sarà necessario rimuovere gli ostacoli normativi e finanziari e migliorare l’accettabilità a questo tipo di energia. Oltre poi ad un processo di ammodernamento e di aumento della capacità dei siti esistenti con l’adozione di ulteriori turbine, secondo gli esperti dell’Aie, dovranno esser messi in campo anche tutta una serie di provvedimenti che vadano dall’adozione di piani di sviluppi nazionali a una maggiore cooperazione transfrontaliera attorno ai grandi bacini fluviali, sino alla semplificazione delle procedure amministrative.

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