Passano al mercato libero ma senza consenso, Confconsumatori Bari: Enel deve risarcire quasi 1000 euro

Passano dal mercato tutelato a quello libero, ma senza aver firmato nulla né dato alcun consenso. A fare le spese di un passaggio non voluto da un gestore dell’energia a un altro, due utenti di Bari, che hanno ottenuto il riconoscimento dei danni patrimoniali e di quelli non patrimoniali e da stress. Totale: quasi mille euro.

Il problema è noto e a più riprese denunciato dai Consumatori: si tratta di una serie di pratiche scorrette o aggressive che da tempo attanagliano il mercato dell’energia elettrica e del gas. Spesso gli utenti si ritrovano con un diverso gestore, o con un contratto modificato, senza aver dato un consenso consapevole. È il caso denunciato oggi da Confconsumatori di Bari: una coppia di utenti era passata dal mercato tutelato al mercato libero, contro la propria volontà, senza aver firmato alcunché o effettuato registrazioni vocali telefoniche con Enel Energia S.p.A. – Mercato Libero.

Enel ha impiegato quasi nove mesi per far rientrare i due utenti nella Maggior Tutela, contro i 3 giorni lavorativi stabiliti dall’Autorità”, spiega Confconsumatori. Il Giudice di Pace di Bitonto ha ritenuto Enel Servizio Elettrico Maggior Tutela, responsabile in misura non inferiore ad Enel Energia S.p.A. Mercato Libero e, pertanto, l’ha condannata al pagamento di 460 euro, oltre interessi legali, di cui 100 euro per danni patrimoniali, 60 euro quale indennizzo automatico forfetario, 300 euro per danni non patrimoniali, in favore del consumatore. La Società ha dovuto pagare ai due utenti 920 euro più le spese di giudizio liquidate in complessivi 793,28 euro, oltre Iva, Cpa e rimborso forfetario come per legge.

“La sentenza è importante – spiega l’avvocato Alessandra Taccogna che ha tutelato la coppia in giudizio – perché segna il riconoscimento del risarcimento anche dei danni non patrimoniali, ossia quelli legati allo stress, ansia, turbamento, ecc. che vicende del genere procurano ai consumatori, con un peggioramento complessivo della qualità della loro vita. E questo è evidente nella scelta di porre le spese del giudizio a carico integrale del soccombente, incoraggiando così tutti gli utenti che si trovano nella medesima situazione e che stanno valutando di intraprendere un giudizio”.

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