Privatizzazione acqua, Konsumer e Acu: “Attenti a cedere quote a multinazionali”

Che fine ha fatto il Referendum del 2011 con cui i cittadini italiani si sono opposti alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui quello idrico? Una domanda retorica cui rispondono Konsumer Italia e Acu, denunciando la manovra del Governo, peraltro passata sotto silenzio, di eludere il risultato del Referendum. Nell’ultima Legge di Stabilità, infatti, si incentivano gli enti locali a cedere quote di partecipazione detenute in aziende di servizi pubblici, consentendogli di spendere liberamente il ricavo per investimenti, in quanto esclusi dal patto di Stabilità.

E le Associazioni dei consumatori fanno sapere che Rimini e diversi comuni dell’Emilia Romagna in questi giorni sono già orientati a cedere quote di partecipazione di Hera. Konsumer Italia e Acu, da sempre convinti che l’Acqua sia un “Bene Comune” e il Servizio Idrico Integrato debba essere “privo di rilevanza economica”, mettono in guardia dalla cessione della gestione del servizio idrico a multinazionali senza scrupoli, e ricordano che “la sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale ha confermato la volontà di ristabilire il diritto comunitario sugli affidamenti dei servizi pubblici locali”.

“Non è umano staccare la fornitura alle persone, soprattutto se anziane e povere, e lasciarle senz’acqua. Già oggi è una realtà, domani cosa succederà?” si chiedono le Associazioni.

Un commento a “Privatizzazione acqua, Konsumer e Acu: “Attenti a cedere quote a multinazionali””

  1. NINO ha detto:

    fosse possibile (e forse lo diventerà) venderebbero anche l’aria e…l’anima pur di favorire le lobbyes a carico dei cittadini. A livello europeo non si può intervenire perchè il Governo rispetti il referendum del 2011 ?