Processo Gema, Confconsumatori ammessa parte civile

I cittadini hanno pagato i tributi ma questi non sono mai finiti nelle casse dei Comuni. Prosegue il caso “Gema”, la società ora fallita che ha riscosso per tanti anni i tributi locali della provincia dei Comuni foggiani: il Tribunale di Foggia ha infatti riconosciuto Confconsumatori come parte civile contro gli ex amministratori della Gema, nel processo per la presunta maxi truffa da 22 milioni e 719mila euro messa a segno dall’ex azienda di riscossione dei tributi del Comune di Foggia. La prossima udienza è prevista per il 7 novembre.

Commenta l’avvocato Pio Giorgio Di Leo, responsabile provinciale di Confconsumatori a Foggia: “Noi sosterremo l’impianto accusatorio della Procura, affinché siano confermate per gli imputati le accuse di associazione per delinquere finalizzata al peculato e falso. Inaccettabile che i cittadini abbiano pagato le tasse e queste siano sparite, senza poter essere utilizzate in servizi pubblici essenziali.

Secondo la tesi dell’accusa, infatti, gli indagati avrebbero usato i fondi provenienti dai tributi dei cittadini per interessi privati senza riversarli, come prevede la legge, agli enti territoriali. E così Foggia non avrebbe incassato dalla Gema 3 milioni e 364mila euro; Cerignola 7 milioni e 802mila euro; l’amministrazione comunale di Manfredonia non avrebbe ricevuto dalla Gema 158.473 euro; nelle casse del Comune di San Severo mancherebbero oltre 142mila euro. Ammanchi ci sono anche nelle casse della Provincia di Taranto, in quelle dell’Acquedotto Pugliese e in alcuni comuni della provincia di Lecce e Taranto.

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