Roma, chiude lo 060606. Cittadinanzattiva Lazio: decisione assurda

Era nato il 14 giugno 2002, sotto l’amministrazione Veltroni e sta per compiere 11 anni di attività: purtroppo li festeggerà con la chiusura. Stiamo parlando dello 060606, il numero unico del Comune di Roma che offre informazioni e mette in contatto gli utenti con i rami del mondo Campidoglio: il servizio cesserà di esistere il 22 giugno 2013. A denunciare la cosa è Silvio Di Francia, assessore alla Cultura nella seconda giunta Veltroni , che spiega che il contratto con Almaviva è in scadenza e non sono ancora state convocate riunioni con l’azienda. Se non accadrà nulla, il servizio chiuderà. Di Francia cita i numeri del successo dello 060606: 47 mila chiamate a settimana, 3 milioni l’anno. Cittadinanzattiva Lazio esprime la propria costernazione per una decisione assurda del Comune di Roma.

“Ci stupiamo anche per il fatto che questa grave decisione manifesti i propri effetti in un momento particolare, con la campagna elettorale nella fase finale e il ballottaggio alle porte – scrive l’Associazione in una nota – Sarebbe stato molto più opportuno e saggio prorogare il servizio e lasciare alla nuova amministrazione la presa di decisione finale. Le affermazioni del sindaco in merito ad una sospensione per definire nel bilancio il suo rifinanziamento non ci convincono per nulla e aggiungono stupore allo stupore dal momento che il bilancio è stato approvato recentemente e nei cinque anni della sua amministrazione ci sarebbe stato tutto il tempo per provvedere. Non solo i numeri mostrano l’assoluta rilevanza dello 060606 e l’apprezzamento da parte dei cittadini – continua Cittadinanzattiva Lazio – ma il beneficio che a tutti quanti è venuto da parte di questo servizio che per anni ha fornito informazioni in modo efficace, qualificato e professionale migliorando e semplificando la vita di tutti noi”.

“Esprimiamo quindi tutto lo sconcerto e per quanto possibile tutta la nostra delusione nel vedere come l’amministrazione capitolina anche in questo caso abbia mostrato l’incapacità e la mancanza di volontà di andare incontro ai bisogni dei propri cittadini. Lo 060606 aveva anche contribuito ad avvicinare i cittadini all’amministrazione, che aveva avuto la sensibilità di sviluppare una modalità intelligente di ascoltare e indirizzare i bisogni di informazioni che in realtà il più delle volte nascondo la ricerca di soluzioni per problemi anche importanti. Speriamo che ci siano spazi perché il servizio venga prorogato fino a che un nuovo bando deciderà chi lo debba fornire, ma se non accadrà dal 22 giugno tutti i romani saranno più poveri”.

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