Sisma in Emilia, lutto nazionale mentre la Terra continua a tremare

Oggi si celebra una giornata di lutto nazionale in ricordo delle vittime del terremoto che dal 20 maggio scorso interessa l’Emilia Romagna. L’uso del verbo al presente è d’obbligo dal momento che la terra continua a tremare: piccolo scosse di assestamento, ma non solo. La più forte, dopo quella del 20 e del 29 maggio scorso, è stata avvertita ieri sera alle 21.20 (magnitudo 5.1): nessuna vittima, ma paura e nuovi crolli.Mentre Enzo Boschi, docente di sismologia all’università di Bologna ed ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, intervistato da La Stampa, sostiene che non sia prevedibile stabilire con certezza la durata temporale dello sciame, c’è che prova a fare una conta attendibile dei danni che sono, soprattutto, al patrimonio privato e culturale. Poi ci sono le campagne, gli allevamenti, i capannoni industriali, il fiore all’occhiello dell’Emilia (Parmigiano e Aceto balsamico).

Con una stima di 150 milioni di euro di danni il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla triste classifica dei prodotti piu’ danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro. E’ quanto sostiene Coldiretti che aggiunge: “Tra le province di Modena, Ferrara, Piacenza, Mantova e Bologna ma anche tra Rovigo e Reggio Emilia ci sono strutture agricole che vanno messe in sicurezza per garantire assistenza alle persone e agli animali come le mucche, che terrorizzate rifiutano di alimentarsi adeguatamente e non riescono a dormire, con una riduzione del 10-15 per cento della produzione di latte”. Danni ingenti, dunque, che aumentano anche a causa  del fermo obbligato delle attività causato dalle continue scosse. Nel frattempo per venire incontro alle esigenze della popolazione Equitalia, in attesa di provvedimenti normativi ad hoc che stabiliscano quali siano i Comuni interessati dallo stato di emergenza, ha provveduto in via autonoma a sospendere ogni attività di riscossione nelle zone colpite dal terremoto. In particolare l’attività è sospesa in tutti i comuni delle province di Bologna (ad eccezione del Comune di Bologna), Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Rovigo.

Sono sospese la riscossione delle somme iscritte a ruolo, tutte le attività esecutive e cautelari, nonché quelle di notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione.

A preoccupare sono però – sottolinea la Coldiretti – anche gli effetti del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che, insieme al fenomeno della liquefazione delle sabbie, ha messo in pericolo di alluvione circa 200mila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova. Per ripristinare la sicurezza idraulica del territorio colpito – sottolinea la Coldiretti – servono interventi per almeno 50 milioni di euro nell’immediato per garantire l’irrigazione ed evitare che l’arrivo di forti piogge  possa provocare  per alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane.

Intanto è scongiurato definitivamente un altro pericolo, ovvero la costruzione di un impianto di stoccaggio di gas naturale sotterraneo situato proprio nell’epicentro di una delle tante scosse, tra Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Dopo il disappunto del ministro Clini, anche il ministero dello Sviluppo economico fa sapere di avere a avviato le procedure di rigetto dell’istanza presentata dalla Erg Rivara Storage  srl.

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