Tagli Province, Cittadinanzattiva: “Intollerabile provocazione dell’UPI”

Si continua a parlare della protesta delle Province italiane contro i tagli previsti dalla spending review che toglie agli enti 500 milioni di euro, cancellando quelle con meno di 350.000 abitanti. Le Province non ci stanno ed hanno annunciato che faranno ricorso al Tar. Ma ieri Antonio Saitta, Presidente dell’Unione Province d’Italia, ci è andato un po’ pesante, minacciando la chiusura dei riscaldamenti nella scuole pubbliche che anticiperebbero così le vacanze natalizie.“Sarà stata pure una provocazione, quella del neopresidente dell’UPI Saitta, ma avremmo preferito che mettesse in atto forme di protesta civili e pensasse a tagli, al funzionamento degli apparati amministrativi o ad individuare le vere sacche di spreco di denaro pubblico che purtroppo interessano tanti Comuni e Province, piuttosto che colpire chi frequenta la scuola e le loro famiglie”, è quanto afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva. “Sicuramente i tagli a Comuni e Province per il 2012 ed il 2013 sono molto consistenti – aggiunge Bizzarri – Quello che ci preoccupa, soprattutto, è la ricaduta che provocheranno sulla messa in sicurezza e sulla manutenzione ordinaria delle scuole, visto che il Governo su questo non ha saputo imprimere a questa emergenza la svolta che ci aspettavamo, a cominciare dall’allentamento dei vincoli imposti dal Patto di stabilità per l’edilizia scolastica, sul quale chiediamo un impegno preciso. Oltre che paventare la possibilità di interruzione di pubblico servizio, di abuso di potere e di violazione di altre normative (le scuole possono essere chiuse solo dai Sindaci, il calendario scolastico rivisto dalle Regioni, ecc.) riteniamo – conclude Bizzarri – che questa provocazione abbia l’effetto immediato di allontanare ancora di più i cittadini dai loro amministratori locali, di averli contro in quanto vittime incolpevoli piuttosto che alleati in questa difficile situazione economica di cui non si vede la fine”.

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