Altroconsumo: banche, promosse solo quelle online

Gli italiani promuovono le banche online e bocciano quelle tradizionali. In generale non sono soddisfatti delle condizioni applicate per la concessione del mutuo, o hanno avuto problemi nell’ottenerlo, o sono stati obbligati ad acquistare altri prodotti per ottenere un mutuo. E comunque sono restii a cambiare banca, se si considera che la metà degli intervistati ha lo stesso conto corrente da almeno otto anni. “Sei contento del servizio che ti offre la tua banca?”: è la domanda che Altroconsumo ha rivolto a più di seimila soci, che hanno valutato prodotti e servizi del proprio istituto bancario.

Risultato generale: promosse le banche online, bocciate quelle tradizionali. “In testa alla classifica Ing Direct, Fineco, Webank e Iwbank che si propongono sul mercato come banche online – spiega Altroconsumo – A conquistare gli intervistati i costi contenuti dei loro conti online, ma anche il fatto che spesso non fanno pagare commissioni per prelevare dagli sportelli automatici delle altre banche. Anche sulle carte di credito offrono un prodotto più competitivo rispetto a quello degli istituti di credito tradizionali, che sono in fondo alla classifica. Bocciati anche sul fronte bancomat, perché fanno pagare per prelevare dagli sportelli automatici delle altre banche”.

Il credito è difficile e questo non rappresenta una novità. Complessivamente, il 17% degli intervistati ha dichiarato che è stato molto difficile ottenere un mutuo; il 31% ha avuto qualche problema col mutuo; il 21% non è soddisfatto delle condizione applicate al mutuo, dal tasso all’importo della rata. “I più soddisfatti sono i mutuatari di Ing Direct, mentre, in fondo alla classifica, rasenta la sufficienza Bnl”, chiosa Altroconsumo. Non solo: un terzo degli intervistati – il 32% – ha dovuto abbinare al mutuo altri prodotti venduti dalla banca, come polizze e conto corrente. “Non ci sorprende: nella nostra recente inchiesta sui mutui in 185 agenzie bancarie – spiega l’associazione – abbiamo constatato che se ne fanno pochi e quelli che si fanno si pagano cari perché le banche non rinunciano ai loro consistenti guadagni, applicando al tasso di mercato (Euribor e Irs) uno spread altissimo (arriva al 4,5%), che è il loro guadagno. Il tasso finale che dovrebbe pagare il cliente è così alto da rendere la rata insostenibile”.

A tutto questo si aggiunge una decisa resistenza al cambiamento da parte degli italiani stessi. Il 50% degli intervistati ha lo stesso conto corrente da almeno 8 anni, il 30% da più di 10 anni. Per lo più si tratta di clienti che hanno lo stesso conto da almeno dieci anni, poco inclini al cambiamento o poco consapevoli di quello che offre il mercato. Il 30% degli intervistati non sa neanche quanto paga ogni anno per il conto corrente. I prezzi, ha stimato Altroconsumo, variano dai 162 euro annui del conto corrente più caro ai 21 euro annui di quello meno caro. Il costo medio annuo di un conto corrente è di circa 76 euro. Per l’associazione, spesso cambiando banca si avrebbero maggiori opportunità di risparmio: “Perché non cambiare? Significa anche creare più concorrenza e spingere le banche a conquistare i clienti con prodotti più convenienti e un servizio migliore”.

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