Altroconsumo: gli italiani preferiscono le carte prepagate

Nel 2012 l’uso delle carte prepagate è aumentato del 32,4% rispetto all’anno precedente. E metà delle carte prepagate europee sono nel portafoglio degli italiani: secondo Altroconsumo, vengono preferite alle carte di credito tradizionali perché considerate più sicure. La sola Postepay, carta prepagata delle poste, è la carta più venduta in Europa con oltre otto milioni di utenti. Ma attenzione, afferma l’associazione: i costi ci sono.

Anche le carte prepagate si pagano, pur non avendo un canone annuo come le carte di credito – sottolinea Altroconsumo – Sono previste commissioni per le ricariche e per i prelievi dagli sportelli automatici e, quasi tutte, hanno un costo di emissione. Tutte spese che spesso non si considerano nel loro insieme perché diluite. Bisognerebbe fare un conto unico finale per valutare se nell’arco di un anno ricaricarla ogni mese non costi di più che usare la carta di credito”.

Nel frattempo questo metodo di pagamento si va sempre più diffondendo, con qualche particolarità italiana, se è vero che mentre all’estero vengono usate come carte regalo o per pagare i mezzi pubblici, in Italia l’uso è molto diversificato e spazia dai genitori che le affidano ai figli in vacanza all’estero, agli anziani diffidenti nei confronti delle banche, agli appassionati di shopping online, ma anche agli immigrati che non hanno grosse disponibilità economiche.

Le prepagate sono infatti percepite come più sicure. Spiega Altroconsumo: “La legge, in realtà, tutela i possessori di carte di credito in caso di utilizzo fraudolento a seguito di furto o smarrimento, lasciando a carico del titolare al massimo 150 euro, prima del blocco della carta (nulla è dovuto se l’utilizzo fraudolento è avvenuto online), nulla dopo il blocco. Stabilito, perciò, che le carte prepagate non sono più sicure delle carte di credito tradizionali, è bene valutare quando possono essere utili. Se non possediamo già una carta e vogliamo fare acquisti online, per esempio, oppure nel caso di un minorenne in vacanza all’estero, per evitare di riempirgli le tasche di contanti”.

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