ANACI: raddoppiati i condomini morosi. E’ l’effetto della crisi

La crisi economica non molla la presa e adesso punta ai condomini.  A Roma, Milano e Torino la morosità si aggira sul 22% del totale, ma nelle zone del Sud la situazione è ancora peggiore e provoca disagi anche la gestione delle spese di “primaria necessità”. A lanciare l’allarme è l’ANACI (associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) secondo cui presto la situazione diventerà insostenibile.

Per porre rimedio a questa incresciosa situazione – sottolinea Marco Lombardozzi, Presidente Anaci Bolzano – gli amministratori di condominio sono costretti a “combattere in prima linea” con i fornitori che lamentano pagamenti dilazionati ed al tempo stesso si trovano incolpevolmente coinvolti in discussioni con gli stessi che spesso ricattano la sospensione delle forniture dei servizi. Tutto questo, oltre ad essere inaccettabile, comporta a grandi perdite di tempo e di  energie da parte degli stessi amministratori che spesso devo svolgere attività di persuasione e mediazione nei confronti dei fornitori.

Nella Capitale il 20% dei proprietari d’ appartamento non hanno pagato le ultime rate inviate dall’ amministratore. La percentuale è salita in 12 mesi del 10%, facendo salire ad una media di 6 mesi il ritardo accumulato. Il debito medio ammonta a circa 500 euro l’ anno.

Moltissimi amministratori di condominio ormai sono riassegnati: chiudono i bilanci con ammanchi, con buona pace dei fornitori che non vedono saldate le fatture di servizi già effettuati.

La crisi ha anche limitato il servizio di portineria: un risparmio di circa 25 mila euro all’ anno che in questi tempi non sono certo poco.

A Milano la situazione è simile a quella di Roma: pagano in ritardo più del 10% dei condomini con ammanchi che variano tra i 2500 e i 3500 euro. A Torino, il tasso di morosità  è passato  al 30%, e l’ importo è di circa 400 euro. Anche a Bolzano la crisi economica si fa sentire: la percentuale dei morosi si aggira intorno al 20% e per recuperare il dovuto sono necessari, mediamente, almeno due mesi.

Al sud la situazione è drammatica. A Trani l’incidenza della morosità oscilla tra il 25-30% per ciascuno stabile amministrato, con un ritardo medio nei pagamenti di circa sei mesi dalla data di emissione delle rate e con un debito oscillante tra i 500/700 euro pro-capite incluse le spese relative ai consumi idrici.

Il quadro delineato dall’ANACI è anche aggravato dal fatto che dal punto di vista legislativo non si prevedono delle particolari misure di “impatto” per uscire da questa situazione che sembra logorare sempre più non solo gli abitanti dei condomini ma anche chi li amministra.

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