Anatocismo, MC: le banche restituiscano interessi addebitati dal 2014 al 2016

Ancora nessuna risposta dalla Banca d’Italia alla richiesta da parte delle associazioni dei consumatori di imporre alle banche la restituzione degli interessi anatocistici relativi agli anni 2014-2015-2016. Nel corso dell’incontro periodico tra le associazioni dei consumatori e la Banca d’Italia, Movimento Consumatori fatto presente che ad oggi Banca d’Italia non ha fornito esaustive risposte alle richieste dell’associazione continuando ad affermare che il divieto di anatocismo non sarebbe stato in vigore dal 1° gennaio 2014.

soldiNel 2015, Movimento Consumatori presentò alla Banca d’Italia un esposto con il quale chiedeva l’avvio di un’istruttoria nei confronti di oltre 30 banche, finalizzata ad accertare la sistematica e generalizzata violazione del divieto di anatocismo e ad adottare i provvedimenti previsti per legge, tra cui l’immediata restituzione di tutti gli interessi anatocistici corrisposti dai clienti dal 1° gennaio 2014 che, secondo un’indagine di MC, ammontano ad oltre due miliardi di euro su base annua, per un totale di circa 6 miliardi di euro.

L’inerzia della Banca d’Italia è ingiustificabile”, afferma Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC. Molti tribunali (in particolare Milano, Roma, Cuneo, Biella) hanno accolto le domande inibitorie proposte dall’associazione e hanno accertato che fino al 1° gennaio 2017 le banche non potevano applicare interessi sugli interessi. Questa interpretazione è stata condivisa anche dalla Banca d’Italia nella bozza di delibera Cicr del 2015. La riforma del 2016 non ha alcun effetto retroattivo e non consentiva comunque la capitalizzazione trimestrale degli interessi anche nel 2016. La capitalizzazione annuale è invece permessa solo a partire dal 2017. L’applicazione degli interessi anatocistici nel periodo 2014-2016 è stata inibita alle principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Fineco, BNL, BPM, Deutsche Bank, ING, Banca Regionale Europea e IW Bank del gruppo UBI, Banca Sella). Nessuna banca ha però restituito gli interessi applicati alla clientela.

Gli interessi di tutti i correntisti italiani”, spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale MC, “devono necessariamente essere tutelati dalla Banca d’Italia quale autorità di vigilanza sull’intero settore creditizio. L’art. 128ter del Testo Unico Bancario consente all’Autorità di vigilanza di ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite e di adottare altri comportamenti conseguenti. In assenza di concreti e positivi riscontri, MC si vedrà costretta come ultima ratio a segnalare alle competenti procure della Repubblica questa sconcertante e perdurante inerzia che ha danneggiato l’intera collettività per sapere se abbia anche rilevanza penale”.

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