Osservatorio: assicurazioni mediche, è boom di denunce per casi di malasanità

La protezione di sé stessi e dei propri beni è molto importante, sia che si tratti di un’automobile, che di una casa, che della propria salute. E’ quindi consigliabile tutelarsi investendo in una polizza. Ma anche la scelta del tipo di polizza non è scontata. Per capire ciò di cui si ha bisogno si possono mettere le diverse tipologie di assicurazione a confronto in modo da capire quale ci serve.

Spesso i quotidiani riportano episodi di malasanità, che accomunano le strutture medico-ospedaliere del Nord come del Sud Italia e contribuiscono a mettere in evidenza le debolezze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Per limitare i danni derivanti dai casi di cattivo trattamento, le strutture mediche (pubbliche o private che siano) dovrebbero sottoscrivere assicurazioni mediche ad hoc. Si è dibattuto di questo tema nell’ambito del convegno “La Salute: assicurare la medicina e proteggere i cittadini”, organizzato da Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici).

Nel dibattito è intervenuto anche Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, che ha parlato di “responsabilità multiple”, non solo da parte del medico e della struttura sanitaria che ha in cura il paziente, ma anche delle compagnie assicurative che devono offrire un’adeguata tutela ai loro clienti-sottoscrittori e assumersi l’onere del trasferimento dei rischi connessi ad un intervento o trattamento medico-terapeutico.

Per capire la portata del fenomeno, la vice-presidente ANIA, Maria Bianca Farina, ha presentato alcuni dati significativi sull’aumento record delle denunce per malpractice medica in Italia e in altri Paesi EU (rispettivamente +200 e +500%). È aumentato anche il valore medio del risarcimento danni, arrivando a una media di 28 mila euro a posto e a circa 4.700 euro per medico. Per una causa che si prolunga per più di un anno si può arrivare anche a spendere 26 mila euro.

Aldo Minucci, presidente dell’Associazione, ha poi preso parola per delineare le principali cause che spiegano questi aumenti record. Fra queste vi è l’aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali (soprattutto per danni morali, dovuti allo stato di malessere fisico-psicologico del paziente vittima di malasanità); l’ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza e, infine, la maggiore attenzione verso la qualità e i risultati delle cure ricevute.

I fattori sopra delineati da Minucci hanno portato negli anni “ad un rapporto sinistri/premi di copertura dei rischi non sostenibile – che nel 2010 è stato pari al 142% per la responsabilità civile dei medici e al 159% le strutture sanitarie (alle quali preferibilmente i giudici attribuiscono l’obbligo di risarcimento) – e alla diffusione del fenomeno della cosiddetta medicina difensiva che determina la prescrizione di esami diagnostici al solo scopo di evitare responsabilità civili, con gravi conseguenze sia sulla salute dei cittadini che sull’aumento dei costi a carico delle aziende sanitarie”.

Per contenere i costi derivanti dai casi di malpractice medica, Minucci invita le strutture medico-ospedaliere a tutelarsi, sottoscrivendo una polizza dedicata come già avviene in Francia e nei Paesi Scandinavi, dove vige l’obbligo della copertura assicurativa per strutture pubbliche e private e un fondo di garanzia per la copertura dei pazienti non assicurati o assicurati con impresa insolvente.

L’appello di Minucci trova conferma nelle parole del premier Monti, che, in un recente intervento, ha messo in discussione la sostenibilità economica del SSN, ribadendo la necessità di “individuare e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie”.

 

 

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori e il link al sito SuperMoney.eu

Comments are closed.