Osservatorio: Direct Line, 3 italiani su 10 non sanno quanto inquina la loro auto

A causa di frodi, indennizzi, sinistri e scarsa concorrenza tutt’oggi le polizze auto italiane risultano essere abbastanza costose rispetto alla media europea. Per trovare un prodotto vantaggioso ed orientarsi nel mondo delle Rca risulta conveniente porre le assicurazioni auto a confronto, avendo cura di scegliere la polizza più aderente alle specifiche necessità ed abitudini di ciascuno.

Come è noto, le truffe assicurative sono all’ordine del giorno ed è facile cadere nei tranelli di false compagnie, che vendono polizze rc auto a prezzi convenienti senza averne l’autorizzazione. Prima di acquistare l’assicurazione auto migliore per noi, è importante prestare sempre la massima attenzione alla serietà e all’affidabilità della società. Per meglio tutelare i consumatori, l’Isvap ha predisposto dal 2007 il Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI) contro le truffe, consultabile sul sito internet dell’Istituto.

Un altro fattore da tenere in considerazione quando si tratta di automobili è la componente inquinamento. Secondo l’ultima indagine condotta dal Centro Studi e Documentazione Direct Line, compagnia di assicurazione auto on line, quasi 3 italiani su 10 ancora non sanno con precisione quanto inquini la propria automobile.

L’indagine targata Direct Line ha rivelato come il 19% del campione non sia fermamente certo della classe Euro della propria macchina; mentre quasi un italiano su 10 (9%) ha confessato di non conoscerla affatto. Ma vediamo meglio tutti i dettagli emersi dall’indagine.

Il 23% delle appartenenti al gentil sesso, coinvolte nell’indagine di Direct Line ha dichiarato di non essere poi così certo di quanto inquini la propria auto. Spostandoci invece sul versante giovani, ben il 22% degli under25 confessa senza alcun problema di non conoscere la classe euro. Interessante invece la risposta data dalla maggioranza degli intervistati (49%) alla domanda “Auto ecologica?”: “Si, grazie ma solo se allo stesso prezzo della mia”. I dati parlano chiaro: il 22% del campione sarebbe disposto a spendere solo fino a 1.000 euro in più al momento dell’acquisto per un’auto meno inquinante. Disperati invece gli appartenenti a quel 9% del campione, che stanchi dei continui rincari del carburante, ammettono di esser disposti a rinunciare alle prossime vacanze, pur di avere un’auto che inquini meno e che faccia risparmiare al distributore.

L’indagine di Direct Line ha poi interrogato il suo campione anche sul fronte auto elettriche. Il risultato? Il 45% degli italiani definisce necessaria, in caso di acquisto, anche la dotazione dell’apparecchiatura per la ricarica. Il 22% dividerebbe la spesa con un amico o un vicino di casa mentre il 19% sceglierebbe di risparmiare per poi rivolgersi ai punti di ricarica disponibili.

In materia di mobilità sostenibile, Direct Line non poteva certo non interrogare gli italiani sulla questione car sharing, la condivisione dello stesso mezzo con più persone. Bene il 44% degli intervistati ammette di essere favorevole a questa iniziativa, il 21% degli italiani la trova anche buona bella idea, diverso invece il parere del 13% del campione che proprio non accetta l’ipotesi. Gli italiani più gelosi della loro quattro ruote, e sono circa il 23% del campione, ammettono invece che sarebbero favorevoli al car-sharing, ma solo a patto di non mettere a disposizione la propria auto.

Come di consueto, l’indagine di Direct Line ha scattato una fotografia riguarda al car-sharing anche da un punto di vista territoriale. Primi in classifica fiorentini (39%), bolognesi (28%) e romani (26%), si rivelano attenti all’ambiente e alle emissioni nocive. Va peggio invece per cagliaritani e bresciani (entrambi nel 48% dei casi), che ammettono come la loro zona sia abbastanza carente in materia. I più scettici sono i veronesi (20%), che poco credono in questa pratica. I più gelosi e meno aperti alla condivisione sono invece i milanesi (32%), palermitani (28%) e torinesi (23%) che ammettono come il principio del car-sharing sia una bella ipotesi, ma da non mettere mai in pratica condividendo la propria auto.

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