Osservatorio: Assicurazioni, abolito l’obbligo di mediazione in caso di controversie

In fatto di assicurazioni, non è per niente facile sapersi districare fra clausole, postille, burocrazia e leggi in continuo divenire. Né risulta particolarmente agevole riuscire a capire qual è il reale esborso che ogni polizza comporta al netto del servizio offerto. La possibilità di mettere le assicurazioni a confronto attraverso la rete ha notevolmente semplificato il rapporto tra compagnie e cittadini, aumentando il livello di informazione e di consapevolezza dei secondi; intanto, però, le normative sulla questione seguitano a mutare, costringendo i consumatori a continui corsi d’aggiornamento.

La Corte Costituzionale la scorsa settimana si è espressa in materia di conciliazione, dichiarando incostituzionale la mediazione obbligatoria che era stata introdotta nel settore delle assicurazioni e delle liti di condominio nel marzo 2012 e, un anno prima, nelle controversie legate ad affitti, diritti reali, successioni, responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa, contratti bancari e finanziari.

Per quanto riguarda il mondo delle assicurazioni, la legge prevedeva, nell’ottica di sgravare il lavoro dei giudici e di ridurre i tempi delle pratiche burocratiche, l’obbligo di tentare la mediazione civile prima di rivolgersi al Giudice di Pace o al Tribunale in caso di mancato accordo sul risarcimento danni da parte della compagnia di assicurazione.

La Corte Costituzionale, avendo rilevato all’interno del provvedimento un eccesso di delega legislativa, ha dichiarato illegittime le norme che sancivano il carattere obbligatorio della mediazione civile.

La questione sta alimentando sempre più dubbi tra i cittadiniqual è dunque il miglior modo di procedere in questi casi? Anche se la mediazione non è più obbligatoria, è bene precisare che in molti casi può essere la strada più rapida ed economica per trovare un accordo tra le parti. Basti pensare che, in media, un procedimento di conciliazione che arriva al traguardo si conclude in 61 giorni, a fronte di oltre mille se si sceglie invece la strada della giustizia ordinaria. Inoltre, i casi di successo sono tanto maggiori nei casi in cui il valore della controversia è ridotto: si parla del 64% di successo per importi fino a mille euro.

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