Sindacato assicuratori: azione Antitrust attuerà una “rivoluzione”

Bene l’azione dell’Antitrust che ha deciso di sottoporre a consultazione pubblica, perché “non manifestamente infondati”, gli impegni presentati dalle Compagnie di assicurazioni nell’ambito dell’istruttoria avviata il 5 giugno 2013 per verificare eventuali violazioni della concorrenza legate ad alcune clausole contenute nei contratti di agenzia, tali da ostacolare gli agenti ad assumere i mandati da diverse compagnie assicurative: questa la posizione del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (Sna), per il quale si prospetta una “rivoluzione” per oltre 22 mila agenti che operano in Italia.

La consultazione pubblica attivata dall’Antitrust sugli impegni presentati dalle sette compagnie di assicurazioni (UnipolSai, Generali, Allianz, Reale Mutua, Cattolica, Axa, Goupama) che rappresentano da sole l’85% del mercato italiano, è “la dimostrazione della fondatezza delle tesi da sempre sostenute dal sindacato Sna: il sistema ha vissuto in un regime di pressioni e vessazioni finalizzate a scoraggiare in ogni modo il ricorso al plurimandato e, ultimamente, la libera collaborazione tra intermediari, con effetti negativi sulla concorrenza”, ha commentato il presidente Sna Claudio Demozzi in riferimento alla decisione dell’Authority guidata da Giovanni Pitruzzella, che ha verificato l’esistenza di violazioni della concorrenza legate ad alcune clausole contenute nei contratti di agenzia e negli accordi integrativi sottoscritti tra Compagnie e Gruppi aziendali.

Secondo lo Sna, finora le compagnie ostacolavano in tutti i modi la concorrenza, mentre questa istruttoria farà cadere “istituti storici come i contratti di locazione trilateri, l’obbligo di comunicazione preventiva dell’assunzione di nuovi mandati, il divieto di utilizzo dell’hardware da parte degli agenti se gli stessi operano per altre compagnie, le differenze provvigionali tra agenti mono e plurimandatari e tutte le clausole di fidelizzazione che possano configurare ostacoli alla concorrenza”. Con effetti che Demozzi non esita a definire “straordinari”: “In una situazione di maggiore libertà operativa il mercato dovrebbe vedere lo sviluppo della concorrenza, con ricadute in termini di qualità dei servizi assicurativi e dei costi per i consumatori”. “Adesso, grazie a questa decisione dell’authority e alla possibilità di collaborazioni fra intermediari – conclude Demozzi – nasce finalmente un libero mercato delle assicurazioni”.

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