Bankitalia: conti correnti più cari per gli italiani nel 2014

Caro conto corrente quanto mi costi. Secondo l’analisi condotta dalla Banca d’Italia, gli italiani, nel 2014, hanno speso in media 82,2 euro per mantenere i loro risparmi in banca, lo 0,3 in più rispetto al 2013. Ad incidere particolarmente su questo rincaro sono gli oneri fissi che costituiscono i due terzi della spesa, mentre la restante parte è costituita dalle disposizioni impartite dalla clientela. I correntisti più anziani continuano ad essere quelli più penalizzati. Restare fedeli alla propria banca costa circa 16,5 euro in più rispetto alla media della spesa sostenuta da chi ha appena acceso un deposito bancario, arrivando a pagare fino a 98,7 euro l’anno.

Al contrario, per i conti correnti aperti da uno o due anni la spesa si aggira rispettivamente attorno ai 52,7 euro e 58,8 euro. La differenza, spiegano da Bankitalia, è dovuta principalmente ai canoni più vantaggiosi offerti ai nuovi clienti. In pratica, i 16,5 euro in più pagati da chi ha un deposito vecchio di almeno 10 anni nella stessa banca, sono dovuti per il 73,9% alle maggiori spese fisse. Sembra quindi che la soluzione migliore per riuscire a risparmia qualcosa sui costi di gestione del conto corrente sia quella di cambiare spesso istituito di credito. Si stima infatti che trasferendo il deposito da una banca all’altra comporti una riduzione del costo di circa 45 euro (dati Altroconsumo).

Tuttavia, gli italiani non amano la mobilità, per molte ragioni: di certo la pigrizia, ma anche la poca consapevolezza di quanto costa il proprio conto e di quanto si possa risparmiare cambiando. A questo si somma la paura che cambiare possa essere un’operazione lunga, difficile e che ci possano essere problemi (ad esempio nel pagamento delle bollette domiciliate).

La normativa introdotta nel giugno dello scorso anno per il trasferimento veloce del conto e dei pagamenti avrebbe dovuto agevolare la mobilità dei correntisti con una procedura interbancaria tra la nuova e la vecchia banca da concludere in non più di 12 giorni lavorativi. Tuttavia la misura stenta a decollare: le banche continuano a proporre la normale chiusura del conto e il Ministero dell’Economia non ha ancora definito con certezza gli eventuali indennizzi per il cliente nel caso in cui l’operazione non venga conclusa nei tempi previsti.

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