Banca Etica al Parlamento: correggere bollo sui depositi, danneggia piccoli azionisti

Banca Etica chiede al Parlamento di correggere il bollo sui depositi, stabilito in 34,20 euro quale imposizione minima per tutti, anche introducendo un’imposizione proporzionale, in modo che i piccoli azionisti non si ritrovino a pagare, in proporzione, più dei grandi investitori. La Banca ricorda che il testo previsto dal Governo con la Legge di Stabilità stabilisce – tra l’altro – di innalzare l’imposta di bollo su estratti conto, depositi bancari e postali dall’attuale 1,5 per mille al 2 per mille, lasciando invece invariata la legge attualmente in vigore per quanto riguarda la presenza di un’imposizione minima fissata in 34,20 euro applicata a tutti i depositi anche di importi molto contenuti. Quest’ultima misura è considerata iniqua da Banca Etica.

Il presidente Ugo Biggeri spiega perché: “Abbiamo evidenziato che la nostra base sociale è composta da oltre 37mila piccoli azionisti, la maggior parte dei quali detiene azioni di Banca Etica per importi inferiori ai 500 euro. Questa forma di azionariato popolare e diffuso è ciò che ha permesso a Banca Etica di crescere nei suoi 15 anni di attività, diventando oggi un istituto di credito di rilievo nazionale, conosciuto anche all’estero tra le best practice nel campo della finanza sostenibile. L’imposta di bollo minima fissata in 34,20 euro negli ultimi mesi ha però costretto molti dei nostri soci persone fisiche a vendere le proprie azioni di Banca Etica”.

L’istituto sottolinea che, con un bollo fisso di 34,20 euro, il piccolo risparmiatore che detiene depositi per 500 euro si trova a pagare “una tassa anticostituzionalmente regressiva che supera il 68 per mille contro l’1,5 per mille (che potrebbe diventare il 2 per mille con la nuova finanziaria) imposto a chi detiene somme superiori ai 17.100 euro (soglia oltre la quale si applica la tassazione standard dell’1,5 per mille). E’ come dire che chi ha solo 500 euro investiti paga in proporzione 34 volte di più rispetto a chi ne abbia investiti più di 17mila”.

La Legge di Stabilità è all’esame della Commissione Finanze del Senato e alcuni senatori hanno presentato emendamenti che mirano a correggere l’attuale legge introducendo un’esenzione dal pagamento del bollo per investimenti inferiori a 5mila euro, oppure ipotizzando di abbassare il bollo fisso a 10 euro per investimenti fino a 10mila euro e a 20 euro per gli investimenti tra 10 e 20mila euro.

“Banca Etica e i suoi soci chiedono con forza ai senatori di approvare gli urgenti correttivi proposti da alcuni senatori, o anche semplicemente di introdurre un’imposizione proporzionale per tutti: se tutti pagassero il 2 per mille, infatti, il nostro socio medio che ha 500 euro di azioni pagherebbe 1 euro di bollo, contro i 34,20 imposti oggi – dice ancora Biggeri – La mancanza di copertura economica è un alibi che non regge: è infatti evidente che un bollo di 34,20 euro su partecipazioni inferiori ai mille euro produce un gettito pressoché nullo, visto che i risparmiatori sono costretti a vendere piuttosto che mantenere azioni tassate in maniera spropositata rispetto al loro valore e a eventuali rendite o guadagni”.

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