Banche, Abi: famiglie sempre più prudenti

Nella gestione di soldi, investimenti e risparmi le famiglie sono sempre più orientate alla prudenza. In un contesto di crisi economica, quando investono si rivolgono a prodotti non troppo complessi, a forme di investimento facilmente liquidabili, e riorganizzano i propri rapporti finanziari privilegiando conti deposito e obbligazioni. Sempre più spesso, clienti e investitori operano via web. La famiglia, spiega l’Associazione bancaria italiana, nella gestione del denaro punta a “protezione e sicurezza, semplicità e contenimento dei costi, e nuova centralità del rapporto con la banca”.

Spiega l’Abi in occasione del convegno “Dimensione Cliente”, in corso oggi  e domani: “Anche se con intensità e modalità diverse in rapporto alla differente incidenza della congiuntura economica, le famiglie per fare fronte alle difficoltà indotte dalla crisi, riorganizzano i propri rapporti finanziari, razionalizzando al massimo le scelte, concentrandosi su ciò che serve con l’obiettivo di salvaguardare il proprio tenore di vita e il benessere raggiunto”.

“Gli italiani preferiscono la prudenza”, è il leit motiv che ritorna nell’indagine dell’Abi. “Al di là dei fenomeni di flusso verso l’estero o verso beni rifugio, si assiste ad un diffuso spostamento delle scelte dei risparmiatori su strumenti più liquidi: da fine 2010 a fine 2011 le persone fisiche detentrici di almeno uno strumento finanziario sono diminuite e, fra questi investitori, si è ridotta la diversificazione del portafoglio medio, che oggi si aggira intorno a circa 2 tipologie di strumenti finanziari a testa – spiega l’associazione bancaria – La tendenza è investire in prodotti non particolarmente complessi e in forme di investimento facilmente liquidabili all’occorrenza. In particolare, l’interesse dei clienti si va maggiormente concentrando su depositi e titoli aziendali, in particolare di natura bancaria”.

Aumenta il ricorso al web: circa il 40% dei clienti delle banche opera via web, con un incremento che solo nell’ultimo anno è stato pari al 17%. La tendenza non riguarda solo i più giovani ma l’intera utenza bancaria, con livelli di crescita accentuati fra gli over 50. Le persone hanno sempre più timore di indebitarsi sia per i mutui che nel credito al consumo, e l’Abi dà le stime aggiornate sull’azione intrapresa in favore del potere d’acquisto: al 31 gennaio 2012, sulla base della moratoria per le famiglie, le banche hanno sospeso oltre 60.000 mutui, pari a 7,3 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 464 milioni di euro, pari a 7.200 euro a famiglia.

Cambia il ricorso al risparmio ma la famiglia ancora tiene, secondo le parole della presidenza Abi. “Anche in questo momento difficile di trasformazione della nostra società, la famiglia sta dimostrando una grande capacità di tenuta – ha detto il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari – La propensione al risparmio, il diffuso orientamento di cautela verso il rischio, la resistenza all’indebitamento e la propensione alla patrimonializzazione, che tradizionalmente rappresentano i tratti principali dell’approccio economico dei nostri nuclei famigliari, pur subendo delle attenuazioni, rimangono centrali  anche nell’attuale fase di crisi economica. Le famiglie si orientano verso una modifica dei criteri di gestione del risparmio. A ciò si accompagna una rimodulazione dell’offerta dal lato delle banche”.

Il contesto economico suggerisce maggiore attenzione e gli investitori sono più attenti alle offerte presenti sul mercato e ai loro rischi: un quarto dei consumatori raccoglie informazioni da più intermediari prima di decidere l’acquisto di servizi finanziari; circa un terzo di chi investe si aggiorna  sui vari prodotti offerti dal settore prima di operare la propria scelta. Pur continuando ad avvalersi della consulenza presso la filiale, i clienti più evoluti sempre più spesso adottano scelte “fai da te” anche nell’acquisto e vendita di titoli e strumenti finanziari: circa i due terzi degli investitori che usano la banca online effettuano attraverso Internet almeno una parte delle proprie operazioni di trading.

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