Banche, stretta dalla Commissione UE: stop a speculazione e separazione attività

Stop alla speculazione di quelle banche che, per le loro operazioni rischiose, sono diventate “troppo grandi per fallire” e con i loro problemi hanno messo in pericolo l’intero sistema finanziario: è la proposta presentata oggi dalla Commissione europea per dare ai supervisori il potere di imporre la separazione delle attività di investimento da quelle di deposito e vietare agli istituti più grandi il ‘trading proprietario’, cioè la contrattazione per proprio conto con denaro prestato.

Accanto a questa proposta, la Commissione ha adottato misure per aumentare la trasparenza di alcune operazioni nel sistema bancario ombra, per evitare che le banche tentino di aggirare queste norme trasferendo parti delle attività al settore meno regolamentato del sistema bancario ombra.

La proposta sulla riforma strutturale delle banche dell’UE si applicherà soltanto alle banche dell’UE più grandi e più complesse che svolgono attività di negoziazione significative, prevedendo:

  • il divieto di negoziazione per conto proprio in strumenti finanziari e in merci, ossia la negoziazione per conto proprio al solo scopo di ottenere un utile per la banca, attività che comporta molti rischi ma nessun beneficio per i clienti della banca o per l’economia in genere;
  • il potere dell’autorità di vigilanza, e addirittura l’obbligo in determinate circostanze, d’imporre il trasferimento di altre attività di negoziazione ad alto rischio (attività di supporto agli scambi, operazioni complesse in derivati e cartolarizzazioni, ecc.) a entità giuridiche di negoziazione distinte all’interno del gruppo, per scongiurare il rischio che la banca aggiri il divieto di svolgere determinate attività di negoziazione effettuando attività occulte di negoziazione per conto proprio che, per le proporzioni troppo grandi che assumono o l’elevato indebitamento che generano, possono mettere a repentaglio la banca nel suo complesso e il sistema finanziario in genere. La banca avrà la possibilità di non separare le attività se sarà in grado di dimostrare all’autorità di vigilanza che i rischi generati sono attenuati tramite altri mezzi;
  • le norme che disciplinano i rapporti economici, giuridici, operativi e di governance tra l’entità di negoziazione distinta e il resto del gruppo bancario.

Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “Le proposte odierne sono l’ultima tessera che viene a completare il mosaico della revisione delle regole che disciplinano il sistema bancario europeo. La normativa riguarda l’esiguo numero di banche di grandissime dimensioni che, senza queste regole, potrebbero risultare ancora troppo grandi per fallire, troppo costose da salvare, troppo complesse per risolverne le crisi. Le misure proposte rafforzeranno ulteriormente la stabilità finanziaria e faranno sì che le conseguenze degli errori commessi dalle banche non siano scaricate sui contribuenti. Con esse si compone quel quadro comune a livello dell’UE che è necessario per impedire che soluzioni nazionali divergenti creino fratture nell’Unione bancaria o compromettano il funzionamento del mercato unico. Le proposte sono calibrate attentamente in modo da assicurare il delicato equilibrio tra stabilità finanziaria e presenza delle condizioni che permettono l’erogazione di prestiti all’economia reale, elemento che riveste particolare importanza per la competitività e la crescita”.

Dall’inizio della crisi finanziaria, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno attuato una profonda revisione della regolamentazione bancaria e della vigilanza nel settore: sono state avviate riforme per attenuare l’impatto dei potenziali dissesti bancari, nell’intento di creare un sistema finanziario più sicuro e sano. Per aumentare la resilienza delle banche e per attenuare l’impatto dei loro potenziali dissesti, sono state adottate nuove norme sui requisiti patrimoniali per le banche (MEMO/13/690) e sul risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie (MEMO/13/1140). Infine, è stato dato avvio all’Unione bancaria.

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