Abuso posizione dominante, Poste Italiane deve applicare Iva a servizi liberalizzati

Poste Italiane, non applicando l’Iva ai servizi postali liberalizzati (seppur universali) ha abusato della sua posizione dominante, discriminando così i concorrenti. Ha 180 giorni di tempo per rimediare, applicando l’Iva a questi servizi. E’ quanto ha deciso l’Antitrust a conclusione dell’istruttoria avviata il 6 marzo 2012. Poste Italiane non viene multata perché ha violato la normativa comunitaria, ma allo stesso tempo l’esenzione Iva è prevista da una normativa nazionale.

La condotta adottata, comunque, ha consentito a Poste di formulare offerte idonee a escludere i concorrenti dai mercati interessati che non hanno potuto replicare offerte competitive (l’aliquota applicabile è quella attualmente al 21%). Rientrano nei servizi postali del servizio universale, erogabili anche da soggetti diversi da Poste Italiane, la posta massiva, la posta raccomandata, la posta assicurata, la pubblicità diretta per corrispondenza (posta target). Si tratta di servizi negoziati individualmente da Poste con prezzi differenziati in funzione dei volumi di corrispondenza, della tempistica ma anche di offerte congiunte. In ciascuno di questi settori Poste è operatore dominante e può sfruttare le sinergie offerte dall’utilizzazione di un’unica rete integrata.

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