Area unica dei pagamenti in euro, programma Abi entra nel vivo

Entro il primo febbraio 2014 dovrà essere completata la migrazione al mercato armonizzato per i pagamenti elettronici in euro. Ciò significa che per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni non ci sarà più differenziazione tra pagamenti nazionali e transnazionali. È questo il tema al centro dei lavori del Convegno Spin 2012, l’appuntamento annuale dedicato dall’Abi ai sistemi di pagamento, in apertura oggi a Firenze. Dunque, tutto deve essere pronto, motivo per cui il programma messo a punto dall’Abi per la migrazione alla Sepa, entra oggi nelle battute finali. Il passaggio si muove lungo due direttrici: per il passaggio ai requisiti tecnici e commerciali armonizzati per i bonifici, e quella riguardo agli addebiti diretti in euro. Dopo il passaggio all’euro completato nel 2002 con l’introduzione di banconote e monete, la Sepa rappresenta il successivo grande passo verso la piena integrazione del servizi di pagamento.Con l’introduzione delle nuove regole, i clienti avranno la possibilità di fare e ricevere pagamenti in euro con un unico conto bancario, indipendentemente dal paese in cui si trova e alle stesse condizioni di base previste per i pagamenti nazionali e conformemente agli stessi diritti e obblighi.

Anche l’utilizzo più massiccio del pagamento elettronico potrebbe rendere più efficace un’area unica dei pagamenti ma purtroppo non è ancora diffuso. Secondo una ricerca Ipsos, il 38% degli italiani dai 14 ai 64 anni effettua pagamenti soltanto in contanti, ma la percentuale sale al 63% per gli over 65. Addirittura, il 44% del campione non sapeva della possibilità di effettuare pagamenti elettronici di bollette e bollettini, mentre il 32% lo sapeva ma non l’aveva mai fatto: fra questi, il 48% ha addotto come motivazione l’esiguità della cifra da pagare. Solo un terzo degli italiani, del resto, ritiene congruo pagare meno di 50 euro con la carta, e il 36% vi effettua solo pagamenti oltre i 100 euro.

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