Assemblea Federcasse: Credito Cooperativo respira al ritmo del Paese

“Il Credito Cooperativo respira al ritmo del Paese. Ne esprime le difficoltà e gli elementi di forza. Ne rivela le straordinarie capacità di innovazione e di risposta di fronte alle emergenze e ai rischi di coesione sociale”. Ha esordito così Alessandro  Azzi, presidente di Federcasse, nella Relazione letta nel corso dell’Assemblea 2012 di Federcasse che si è svolta oggi a Roma. Azzi ha sottolineato che “il Credito Cooperativo ha chiesto e continuerà a chiedere che nel futuro Testo Unico Bancario Europeo si riservi, come già avviene in quello nazionale, un ambito specifico alle banche cooperative”.Il Presidente si è poi soffermato sui dati strutturali relativi al sistema delle banche cooperative. Al 30 giugno 2012 operavano in Italia  403  Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, con   4.440  sportelli  (+ 0,8%, pari al 13,3% degli sportelli bancari italiani). Hanno una presenza diretta in 2.711 Comuni ed in 101 delle attuali Province. I soci sono 1.112.000 (+ 3,5%;  + 15% nel triennio 2009-2012). I dipendenti 37.000 (+ 2,8%).

 La raccolta diretta è di  152 miliardi (+ 8% nel triennio 2009 – 2012); la raccolta complessiva  (da banche e clientela + obbl.) è pari a  179  miliardi  (+ 14,1 %). La quota di mercato della raccolta diretta delle BCC è dell’8,4%. Gli impieghi sono pari a 138 miliardi (+ 15% nel triennio 2009 – 2012). Salgono a 151 miliardi se si comprendono anche gli impieghi delle banche di secondo livello del sistema).

Azzi si è, infine, soffermato sul Fondo di garanzia Istituzionale (FGI) che ha avviato la propria fase di test operativo (user test). Conduce oggi la sua attività in via sperimentale e continua a lavorare per ottenere quanto prima la piena autorizzazione ai sensi della Direttiva 48/2006.   Il Fondo di Garanzia Istituzionale induce una serie di miglioramenti su tutta la filiera del Credito Cooperativo: BCC (salvaguardandone l’autonomia responsabile); Federazioni locali (potenziandone le responsabilità e rendendole protagoniste di un processo di costante miglioramento della qualità di alcuni servizi alle BCC associate); banche di secondo livello (favorendo una maggiore collaborazione) e organismi nazionali del sistema (che devono introdurre e formare nuovi profili competenziali).

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