Banche venete, BCE: fabbisogno di capitale è di 6,4 mld di euro

La Banca Centrale Europea ha calcolato in 6,4 miliardi di euro il fabbisogno complessivo per la Banca Popolare di Vicenza e per Veneto Banca, che secondo Francoforte avrebbero dunque le caratteristiche di solvibilità necessarie per accedere alla ricapitalizzazione precauzionale a carico dello Stato. I due istituti prevedono di fondersi e hanno comunicato che sono già in corso “le interlocuzioni con le Autorità competenti” per avviare la ricapitalizzazione.

veneto-bancaIl fabbisogno è stato stimato in 3,3 miliardi per Popolare di Vicenza e in 3,1 miliardi per Veneto Banca. Quest’ultima spiega in una nota: “L’intenzione di accedere alla “ricapitalizzazione precauzionale” è finalizzata a realizzare il rafforzamento patrimoniale richiesto dalla BCE nell’ambito del processo SREP e necessario ad implementare il nuovo Piano industriale 2017-2021, nel quale è prevista la fusione con il Gruppo Banca Popolare di Vicenza. A tale riguardo, la Banca si precisa che sono già in corso le interlocuzioni con le Autorità competenti al fine di avviare formalmente il processo di “ricapitalizzazione precauzionale”.

Il nuovo capitolo della vicenda che interessa i due istituti bancari fa dire ad Adiconsum: “L’autorizzazione della BCE alla ricapitalizzazione precauzionale di Veneto Banca e BPVi rappresenta una buona notizia, perché dovrebbe garantire la solvibilità per i risparmiatori e la stabilità finanziaria dei due istituti”. Così il presidente Adiconsum nazionale Walter Meazza. “Finalmente la BCE ha dato il primo via libera al salvataggio di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza – afferma Meazza – per arrivare in tempi brevi alla ricapitalizzazione precauzionale. La possibilità di autorizzare la ricapitalizzazione di Stato precauzionale per le 2 banche venete è una buona notizia. Nonostante l’offerta pubblica di transazione proposta da Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza ai propri azionisti sia stata da noi considerata insufficiente, l’operazione permetterà comunque il salvataggio delle 2 banche e consentirà non solo di tutelare, ancorché parzialmente, i risparmiatori “traditi”, ma anche di salvare un tessuto economico industriale importante del paese”.

Nel frattempo a fine marzo è scaduta l’offerta fatta dalle due banche ai piccoli azionisti, che si è chiusa sotto il 70%, contro l’obiettivo dell’80% fissato per entrambe le banche. Ciononostante, i due gruppi veneti hanno deciso di procedere con la transazione nella speranza di “poter convolare presto a nozze”, ricorda Adiconsum. “Veneto Banca – continua Carlo Piarulli, Referente Nazionale Adiconsum del Settore Credito – aveva proposto un’offerta transattiva in cui avrebbe risarcito il 15% di ogni azione; Banca Popolare di Vicenza offriva 9 euro ad azione. In cambio, le banche chiedevano la rinuncia ad avviare azioni legali. Adiconsum non ha mai fatto mistero di ritenere tali offerte insoddisfacenti per quei tanti risparmiatori che avevano investito più o meno consapevolmente in azioni i propri risparmi”.

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