Derivati swap, Bankitalia coinvolta nell’inchiesta di Trani. Federconsumatori e Adusbef si costituiscono parte civile

Otto ispettori della Banca d’Italia saranno interrogati la prossima settimana nell’ambito dell’inchiesta della procura di Trani sui derivati Interest rate swap. L’accusa è quella di non aver sanzionato il gruppo Intesa-San Paolo per i prodotti swap: non avendo segnalato la vendita alla Consob, l’avrebbero di fatto favorita.  Federconsumatori ed Adusbef plaudono alla notizia dell’apertura dell’inchiesta che è collegata al filone in cui sono indagati a vario titolo per truffa aggravata ed estorsione ben 61 funzionari di Bankitalia. “Dai verbali della Procura si apprende che gli ispettori di Bankitalia, malgrado sapessero degli alti rischi che derivavano dalla commercializzazione dei derivati di tipo “swap”, ne avrebbero favorito la vendita, non segnalando alla Consob fatti rilevanti per la loro inibizione o sospensione”. “Così facendo, secondo la Procura, gli organi ispettivi non avrebbero impedito i gravi danni futuri alla clientela, a tutto vantaggio delle banche”.

Secondo le due Associazioni l’apertura dell’inchiesta “è un’ottima notizia per milioni di consumatori che hanno sottoscritto tali prodotti finanziari, credendo di aver sottoscritto contratti di assicurazione non speculativi, in cui si impegnavano a pagare un tasso fisso ricevendo indietro un tasso variabile, pagando o incassando la differenza”. In realtà, tali prodotti, immessi sul mercato sono risultati tossici tanto che, in alcuni casi, hanno messo sul lastrico molti dei sottoscrittori.Le Associazioni fanno sapere che la Magistratura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati anche 3 analisti con funzioni apicali di Standard & Poor’s, 1 di Moody’s ed altri 3 responsabili legali per l’Italia di queste agenzie per aver manipolato il mercato con “giudizi falsi in parte, infondati o comunque imprudenti”, nonché di abuso di informazioni privilegiate per aver “elaborato e diffuso nei mesi di maggio, giugno e luglio 2011 – a mercati aperti –  notizie non corrette, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico, finanziario e bancario dell’Italia”.

Federconsumatori ed Adusbef avevano già diffidato le società Moody’s e Standard & Poor‘s dall’emettere valutazioni nei confronti dell’Italia, in quanto era emerso che queste non avessero alcuna licenza per svolgere questo delicatissimo ruolo, non avendo superato l’esame di iscrizione richiesto dall’Esma.

“Rimaniamo ora in trepidante attesa degli esiti di questa coraggiosa inchiesta e rinnoviamo la nostra disponibilità alla collaborazione con le Autorità Giudiziarie al fine di far accertare tutte le gravissime responsabilità del caso, per procedere poi con azioni risarcitorie nei confronti di tutti coloro che sono stati danneggiati dall’inaccettabile comportamento delle agenzie di rating indagate.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef che lanciano l’ennesimo appello affinché anche l’Europa si doti di un’agenzia pubblica abilitata e con tutte le carte in regola per emettere valutazioni precise ed attendibili. “È urgente, in tal senso, che l’Europa approvi una risoluzione per escludere che entità private, che nel loro azionariato hanno le varie Black Rock, possano valutare Stati e Nazioni, sanzionando penalmente report ad orologeria emessi con l’unico scopo di destabilizzare i mercati e trarne profitto”.

Federconsumatori ed Adusbef preannunciano la costituzione di parte civile, per vedere tutelati gli interessi degli utenti rimasti coinvolti nella vicenda, oltre che chiedere in loro favore il risarcimento degli ingenti danni causati.

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