Derivati swap, importante sentenza; Tribunale di Monza dichiara nullo contratto

Un’importante e innovativa sentenza arriva dal Tribunale di Monza che ha dichiarato la nullità di un contratto derivato swap, condannando il Banco di Desio a restituire alla società investitrice la somma di 50.000 euro, pari alle perdite realizzatesi per differenziali negativi, mtm e oneri addebitati in conto. Nella sentenza (n.2028/12 depositata il 17/07/2012) si legge: “Un contratto derivato swap IRS venduto al cliente come strumento finanziario con finalità dichiaratamente volte a garantire la copertura dai rischi legati alla variazione dei tassi di interesse sull’indebitamento è nullo per difetto di causa, ex art. 1418 comma 2 Codice Civile, laddove si ravvisi che le condizioni economiche del contratto siano tali da non corrispondere alla funzione di copertura voluta”.

Ecco una sintesi dei fatti: a settembre 2003 la società ha sottoscritto un contratto derivato Interest Rate Swap per tutelarsi dal rischio del rialzo dei tassi. Lo stesso contratto aveva però fin da subito causato costanti perdite, costringendo la società ad estinguerlo anticipatamente nel 2007. A seguito di un successivo esame fatto eseguire dalla società sui parametri finanziari del contratto, è emerso che, sotto l’apparente prerogativa di copertura presentata dalla Banca, il contratto nascondeva un contenuto speculativo. Evidenza confermata poi dall’accertamento del perito disposto in sede di causa.

Il contratto è risultato connotato dalla previsione di tassi d’interesse fissi, posti a carico del cliente, crescenti di anno in anno in maniera prestabilita tale da rendere residuale l’ipotesi di un loro superamento da parte del tasso variabile dell’Euribor a 3 mesi, posto a carico della banca. Ciò ha evidenziato la presenza di un preordinato squilibrio a danno del sottoscrittore e a vantaggio della banca e al cliente non era offerta alcuna copertura di garanzia dalla fluttuazione dei tassi; anzi, come poi è avvenuto, c’era una quasi sicura perdita.

Il Tribunale ha osservato che, a fronte di uno squilibrio così marcato dei parametri contrattuali, sarebbe stato onere della banca dimostrare che le previsioni del futuro andamento del tasso variabile Euribor 3 mesi come disponibili all’epoca della sottoscrizione del contratto, indicassero una crescita di tasso Euribor superiore a quella poi avvenuta e tale da giustificare la misura dei tassi fissi crescenti posti a carico del cliente.

La sentenza introduce un importante segno di novità – osserva l’avv. Franco Fabiani di Como, che con l’avv. Marco Dalla Zanna ha patrocinato l’investitore – perché individua un motivo di nullità in un momento per così dire “genetico” del contratto, rendendo così superfluo ed irrilevante ogni ulteriore accertamento circa l’effettivo adempimento, da parte dell’intermediario, di tutti gli obblighi comportamentali, informativi, di comunicazione, di divieto di conflitto di interessi ed altro posti a suo carico dalla disciplina corrente. La sentenza è di straordinaria importanza – prosegue il legale – per il suo diffuso interesse in quanto la inidoneità delle condizioni contrattuali ad assolvere al requisito di causa di protezione dalla fluttuazione dei tassi, è presente e facilmente individuabile nella quasi generalità dei contratti di SWAP, anche di più semplice formulazione. Si è così aperta, con questa sentenza, una via più celere e semplice alle azioni di impugnazione.”

Ecco la sentenza in pillole:

  1. Un contratto derivato SWAP IRS concluso con la finalità di copertura dal rischio di fluttuazione dei tassi è nullo, per mancanza di causa, se i parametri finanziari applicati non sono idonei a garantire tale finalità, trasformandolo in un contratto a contenuto speculativo.
  2. La nullità originaria del contratto rende irrilevante la questione dell’operatore qualificato e ogni accertamento circa l’osservanza dell’art. 21 TUF e delle norme comportamentali CONSOB.
  3. La comunicazione CONSOB D.I. 990013791 del 26/02/1999 specifica le condizioni in presenza delle quali si concretizza la funzione di copertura del contratto.
  4. Una perizia tecnica dei parametri finanziari indicati nel contratto può evidenziare la inidoneità degli stessi a perseguire le finalità di copertura dal rischio. Si può dunque facilmente accertare la assenza di causa che genera la nullità del contratto.

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