Forum Banche e PA, messaggio positivo per la crescita

“Il contesto attuale continua ad essere complesso ed è diventano quanto mai necessaria un’azione di stimolo alla crescita”. Ha esordito così il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, nel convegno d’apertura del Forum Banche e PA 2012 aggiungendo che “il Governo sta lavorando in questa direzione con i vari decreti approvati in tema di liberalizzazioni e semplificazione che produrranno i loro effetti nel futuro prossimo”. Tuttavia Sabatini ha colto l’occasione per sottolineare che “il decreto liberalizzazioni si declini nei confronti delle banche in maniera opposta, aumentando i vincoli”. “Questo – ha aggiunto – non ci sembra in linea con l’obiettivo generale dichiarato”.Nel corso del convegno di apertura 3 sono stati i temi principali su cui si sono confrontati i partecipanti: ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione; utilizzo dei fondi europei e forme di partenariato pubblico/privato.

“Sui ritardi nei pagamenti della P.A. verso le imprese «sono stati fatti dei passi avanti, però rimangono ancora aspetti di criticità su cui è opportuno lavorare” ha detto Sabatini, sottolineando che questi mancati pagamenti “costituiscono un fattore di indebolimento dell’equilibrio finanziario delle imprese”. “È assolutamente necessario che in quest’area l’industria bancaria e la P.A. lavorino per soluzioni per lo smobilizzo di questi crediti”, ha aggiunto Sabatini ricordando che secondo le stime di Confindustria la cifra complessiva che le pubbliche amministrazioni devono pagare alle imprese vale circa 70 miliardi. Sui FAS il direttore generale ha rimarcato il fatto che nel nostro Paese sono scarsamente utilizzati.

Apprezzamenti positivi sulle nuove forme di partenariato pubblico/privato che con i decreti licenziati dal Governo assumono una forma più strutturata. Secondo Sabatini si tratta di forme di collaborazioni “necessarie” anche per il decollo di nuove infrastrutture. Ed è proprio su questo punto che ha ribattuto il viceministro Mario Caccia: “Per le infrastrutture bisogna mettere sul piatto nei prossimi dieci anni non meno di 300 miliardi di euro, 30 miliardi l’anno, un terzo nei primi tre anni. Stiamo parlando di cifre enormi, altrimenti il paese scivola”. “Un tema così grande – ha spiegato il viceministro intervenendo al Forum Banche e Pa – non può prescindere da una grande alleanza che deve vedere insieme sistema finanziario, imprese, Cdp, fondazioni di origine bancaria e altri, perchè insieme si può fare”. Il viceministro ha quindi sottolineato la necessità di avere un quadro di certezze per invogliare gli investitori a tornare. “Con norme e spot non si può andare avanti – ha detto -. Troppe volte abbiamo assistito negli ultimi vent’anni ad un cambio di passo in corsa che ha scoraggiato gli investitori e adesso, prima di tornare, vogliono un quadro di certezze”.

Dunque, il Governo ha messo in atto tutta una serie di misure che da un alto mirano ad un risanamento dei conti ma dall’altro puntano alla crescita perché le due cose non sono imprescindibili. L’auspicio è che – come sottolineato da Franco Bassanini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti – è che nel passaggio parlamentare i decreti non perdano di efficacia. “Gli emendamenti presentati sono in parte peggiorativi, in altra migliorativi: speriamo che non vincano i primi” ha concluso Bassanini.

La tavola rotonda si è conclusa con la firma del protocollo d’intesa tra Abi e Miur per un miglior utilizzo della tecnologia informatica per i pagamenti. Con l’accordo, banche e scuole si impegnano a razionalizzare procedure e servizi e a perfezionare lo scambio di informazioni digitali, incentivando – per pagamenti e riscossioni – l’utilizzo di strumenti evoluti alternativi al contante e favorendo l’adozione generalizzata dell’Ordinativo Informatico. Si tratta, in pratica, di procedure che consentono di automatizzare l’iter amministrativo con cui ciascuna scuola ordina alla propria banca cassiera di effettuare le entrate e le uscite di cassa, indispensabili alla gestione quotidiana dell’Istituto scolastico e dei suoi progetti formativi. Grazie alla firma digitale, inoltre, l’evidenza elettronica che si ottiene ha validità amministrativa e contabile e sostituisce, a tutti gli effetti, i documenti cartacei. Per le scuole italiane, questo significa poter contare su procedure uniformi che semplificano le transazioni con le banche; accorciare sensibilmente i tempi di pagamenti e incassi; ridurre drasticamente l’impiego della carta con i relativi problemi di gestione degli archivi, proseguendo sulla strada dell’innovazione.

di Valentina Corvino

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