Frodi informatiche, Poste Italiane deve risarcire il consumatore vittima

Poste Italiane deve rimborsare i consumatori vittime di frodi informatiche. E’ quanto ha deciso l’Arbitro Bancario e Finanziario chiamato in causa da un associato al CRTCU al quale erano stati sottratti indebitamente 1000 euro dalla carta Postepay dopo aver effettuato un acquisto online su un sito di e-commerce.Ancora ignote le motivazioni della decisione che verranno depositate tra 30 giorni ma di sicuro a nulla sono valse le argomentazioni addotte da Poste Italiane la quale aveva risposto al consumatore che “da verifiche effettuate, è emerso che il sito, nel quale sono avvenute le operazioni da Lei indicate, eseguite mediante la carta Postepay a Lei intestata, viene identificato come sito sicuro, in quanto l’esercente (o l’acquirer) partecipa ai “Protocolli 3D Secure” (un servizio di ulteriore verifica e genuinità e paternità delle transazioni su web). Tale circostanza ci impedisce di prendere qualsiasi iniziativa nei confronti della Banca che gestisce gli incassi merchant. Le precisiamo, inoltre, che le transazioni sono avvenute con il corretto impiego delle credenziali di utilizzo della carta che sono di Sua esclusiva conoscenza e della cui conservazione è responsabile, pertanto siamo spiacenti di comunicarle di non poter procedere al rimborso”.

 La decisione è l’occasione, per il CRTCU, di ricordare ai consumatori che l’ABF offre l’opportunitò di ottenere giustizia nei confronti delle banche ad una cifra pari a  20 euro. “In particolare in materie come i ritardi nella surrogazione del mutuo (con risarcimenti monetari ai consumatori), la riduzione delle commissioni esorbitanti imposte dagli intermediari nei finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, frodi informatiche, errori o mancate cancellazioni dalle centrali dei rischi (le liste dei cattivi pagatori per intenderci), solo per fare alcuni esempi” si legge nella nota.

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