Imposta di bollo dui conti correnti, CTCU: ecco come calcolare la giacenza

Tra i consumatori aleggia un po’ di confusione sull’imposta di bollo da pagare sui conti correnti e sui depositi. Forse sarebbe più corretto dire che la confusione è più dalla parte delle banche che stanno applicando le nuove norme, introdotte dal 1° gennaio 2012, in modo un po’ arbitrario. E’ intervenuto anche il Ministero dell’Economia a fare chiarezza con un decreto, del 24 maggio 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 1 giugno.

Il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano, cui si stanno rivolgendo molti consumatori, ricorda che l’imposta di bollo per gli estratti di conto corrente e i rendiconti di libretti a risparmio inviati da banche o da Poste Italiane ammonta a 34,20 euro per le persone fisiche e a 100 euro per le persone giuridiche. Sono esclusi dall’applicazione dell’imposta di bollo i depositi “minimi”, cioè quelli che non superano la giacenza media di 5000 euro e risultano intestati ad una persona fisica, e le giacenze con un valore medio negativo.

Se lo stesso cliente ha intestati più rapporti di conto corrente o libretti, deve pagare l’imposta di bollo per ogni singolo rapporto; inoltre se il cliente è intestatario di più più conti e/o depositi presso la stessa banca, e questi sono singolarmente inferiori ai 5000 euro, ma complessivamente superiori a tale soglia, deve pagare l’imposta.

Per quanto riguarda invece la giacenza ed il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta, il decreto specifica che “se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dell’anno ovvero in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno, l’imposta è rapportata al periodo rendicontato”. Quindi per stabilire se l’imposta vada applicata o meno in uno specifico trimestre dell’anno, il “valore medio di giacenza” da considerare sarà quello del periodo rendicontato di riferimento (in questo il caso il trimestre).

Attualmente ci sono, invece, alcune banche che applicano “provvisoriamente” l’imposta per trimestri, con la motivazione che la giacenza “media” la si può calcolare solo alla fine dell’anno. Nel caso in cui non risultasse dovuta dal cliente, gli verrebbe stornato l’intero importo. Secondo il CTCU, invece, l’imposta non andrebbe proprio addebitata se la giacenza media del periodo sia inferiore ai 5000 euro. Il consiglio dell’Associazione agli utenti è quello di verificare dai propri estratti conto se la banca ha addebitato quote di imposte di bollo non dovute e, se del caso, chiederne il rimborso.

 

 

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