Mps, Adusbef chiede nazionalizzazione della banca

Lo scandalo finanziario che ha travolto il Monte dei Paschi di Siena e il suo ex Presidente Giuseppe Mussari ci riporta indietro di oltre 5 anni, a quel lontano 2007 in cui si iniziava a parlare di derivati, swap e altri strumenti finanziari utilizzati dalle banche per “fare affari” alle spalle dei clienti. Ed è proprio da lì che parte la crisi economica che ha coinvolto prima gli Stati Uniti e poi l’Europa. Già allora le Associazioni dei consumatori chiedevano a gran voce una maggiore vigilanza da parte delle Autorità (istituite per garantire il risparmio dei clienti e non il guadagno delle banche).

Appelli su appelli, denunce su denunce. Sembra che tutto questo non sia servito a nulla e, per provocazione, Federconsumatori diffonde un comunicato pubblicato il 15 ottobre 2007, ritenendolo sempre attuale. Si denunciava, infatti, il comportamento delle banche in relazione alla vendita di prodotti derivati e a distanza di quasi 6 anni nulla è cambiato.

Anzi il crack del Monte dei Paschi di Siena, potrebbe essere addirittura superiore a quello di Parmalat,  con 15,4 miliardi di euro bruciati negli ultimi  6 anni (dal 1 gennaio 2006). Secondo l’Adusbef  tutto questo impone l’immediato commissariamento e  procedure urgenti per la nazionalizzazione per evitare che il buco venga addossato ai risparmiatori e ai piccoli azionisti.

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