Mps, quanto ne sanno i cittadini? Codici chiede un’audizione di Bankitalia

Ormai da diversi giorni Tv e giornali non fanno che parlare dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena. Ma i cittadini hanno un’idea chiara di quello che è successo? A porsi questa domanda è il Codici che chiede a Banca d’Italia di indire un’audizione presso il Consiglio nazionale dei consumatori e utenti per fornire un chiarimento ai consumatori, vista la difficoltà dell’argomento e della vicenda nel complesso. Si è creata un po’ di confusione anche rispetto ai ruoli dei diversi soggetti, in primis di Bankitalia. 

Risulta difficile, infatti, reperire personalità o enti che si prendono la responsabilità di quanto accaduto. Ma i cittadini hanno il diritto di sapere cosa sia successo veramente, devono sapere se qualcuno si è sottratto al proprio ruolo e quale è stato il comportamento che nello specifico ha assunto la Banca d’Italia. “Per i motivi sopra elencati  il Codici annuncia di aver chiesto formalmente un consiglio straordinario del Cncu – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – All’ordine del giorno sarà prevista la convocazione di Banca d’Italia per riferire in merito alle modalità di esercizio di vigilanza in riferimento alle operazioni poste in essere da Monte dei Paschi di Siena, sia per l’acquisto di Antonveneta che sull’emissione dei derivati”.

Intanto Federconsumatori e Adusbef denunciano l’autocelebrazione del Presidente della Consob Giuseppe Vegas sull’efficiente operato dell’Autorità nel caso dei derivati MPS. “Non capiamo il tenore delle affermazioni di Vegas quando parla di efficienti strumenti di gestione del rischio, tacciando addirittura di follia chi pensa che gli scenari di probabilità avrebbero potuto aiutare la Consob nel ricostruire le esposizioni al rischio di MPS – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti delle due Associazioni – Forse il Presidente della Consob si è scordato degli 88 milioni recuperati dal Comune di Milano, e dei circa 200 milioni restituiti alla Regione Puglia proprio grazie agli approcci basati sui metodi probabilistici?”

Federconsumatori e Adusbef ricordano che il compito della Consob è quello di vigilare sulla capacità che gli intermediari hanno di applicare queste tecniche alla propria attività e di richiedere alla banca che queste informazioni vengano divulgate al mercato per aumentare la trasparenza sui prodotti finanziari e la consapevolezza dei clienti. Divulgare gli scenari di probabilità non è vietato dall’Europa, conoscere le probabilità non elimina le incertezze, ma consente di conoscere meglio gli eventuali esiti degli investimenti. Federconsumatori e Adusbef si battono da anni affinché i cittadini siano informati  attraverso gli scenari di probabilità, per dar luogo finalmente ad un mercato trasparente in cui i risparmiatori consapevoli siano sempre meno esposti ai rischi di essere ingannati o addirittura truffati. “Ci meravigliamo che il Presidente della Consob non capisca l’importanza di tale obiettivo, o non la voglia capire”.

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