Mps, verso decisione del Consiglio di Stato sul prestito di 4 miliardi

La vicenda giudiziaria del Monte dei Paschi di Siena va avanti e il Codacons continua a portare avanti la sua battaglia contro il “salvataggio” di fatto della banca da parte dello Stato che ha emesso a favore del gruppo senese un prestito di 3,9 miliardi di euro. Il prossimo passo è atteso per dopodomani, 22 marzo, quando a decidere se sospendere o no la procedura con cui sono stati sbloccati i soldi sarà il Consiglio di Stato (sez. VI, Presidente Giuseppe Severini; Relatore Bernhard Lageder; Componenti Giulio Castriota Scanderbeg, Maurizio Meschino, Claudio Contessa).

Il Codacons si auspica che il CdS decida per la sospensione, anche alla luce della nota emessa da Bankitalia (Documento Banca d’Italia/Consob/IVASS n. 6 dell’8 marzo 2013) che è, secondo l’Associazione, la dimostrazione che il bilancio presentato da MPS è falso e che gli “investimenti effettuati da parte della Banca in BTP a lunga durata, finanziati attraverso operazioni di pronti contro termine e le cui cedole sono state oggetto di asset swap al fine di gestire il rischio tasso assunto” (comunicati MPS del 23 gennaio 2013 e dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di MPS Fabrizio Viola il 26 gennaio 2013) nascondo operazioni di derivati creditizi con controparti private. Infatti sono stati occultati 5 miliardi di credit default swap con controparti private, artificiosamente documentati come l’insieme di  un investimento in titoli di Stato (BTP) con uno swap di tasso ed un’operazione di finanziamento  “long term repo”.

Chiesta l’acquisizione, infine, anche delle transazioni, dei contratti di repo strutturati su BTP a lungo termine conclusi da MPS così come evidenziato nella relazione del 28 gennaio 2013 della Banca d’Italia “Principali Interventi di Vigilanza su MPS”. Segnatamente e di quelli relativi alle due operazioni di repo strutturati su titoli di Stato effettuate rispettivamente con Deutsche Bank e Nomura per un valore nominale complessivo di circa 5 miliardi di euro (inerenti il “veicolo Santorini”; nonché le esposizioni derivanti dai repo c.d. transazione con Nomura; operazione di ristrutturazione della nota “Alexandria” in contropartita con la stessa Nomura).

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