Mutui, osservatorio CTCU: calano i parametri, ma aumentano gli spread

La situazione di pesante crisi economica che stiamo vivendo quali ripercussioni ha sui tassi di interesse dei mutui? Mentre tutti i parametri di riferimento per il calcolo degli interessi scendono verso i minimi storici, gli spread calcolati dalle banche continuano ad aumentare. E’ quanto emerge dalla rilevazione semestrale delle offerte di mutui prima-casa sulla piazza di Bolzano, effettuata dal Centro Tutela Consumatori Utenti.

Rispetto alla rilevazione effettuata a novembre 2011, si registrano vistosi cali di tutti i parametri utilizzati per il calcolo dei tassi: ad esempio, l’Euribor a 3 mesi è calato dall’1,48% allo 0,67%; l’IRS a 10 anni è passato dal 2,43% all’1,90%. Se si guarda agli spread applicati dalle banche, invece, si registrano consistenti aumenti: da +0,10 fino a +1,80 punti percentuali e ci sono istituti che hanno aumentato lo spread anche nell’ordine del 2,40% in un anno. Questa situazione significa che chi ha già un mutuo vede alleggerirsi le proprie rate, mentre chi si accinge ad aprirne uno paga molto di più.

Sul mercato nazionale, rispetto a novembre 2011 i tassi medi dei mutui a tasso fisso sono calati dello 0,37% e sono attualmente al 4,75%, mentre i tassi medi dei mutui a tasso variabile sono calati dello 0,36% e sono attualmente al 3,66%.

Secondo il CTCU i migliori tassi fissi (nominali) sui 20 anni si attestano fra il 4,50 ed il 4,60% e le offerte più convenienti sono quelle della Banca Popolare dell’Alto Adige, della Cassa di Risparmio e della Cassa Rurale di Brunico. Queste tre banche, assieme alla Tiroler Sparkasse, hanno anche le migliori offerte a tasso fisso sui 10 anni. Tra queste e le offerte delle banche “nazionali” ci sono notevoli le differenze che arrivano anche a 1-1,5 punti percentuali. “Un’enormità” secondo il CTCU.

Per quanto riguarda i tassi variabili-indicizzati (durata sui 20 anni), le migliori offerte sono quelle della Rurale di Brunico, che offre un “Euribor 6M/360, arrotondato all’ottavo di punto + 1,80 con soglia minima al 2,75%” e della Rurale di Renon con un “Euribor 6M/365, senza arrotondamento + 2,00 e con soglia minima al 3,50%”. Intorno al 3,00% anche le offerte di Rurale di Bolzano e di Cassa di Risparmio di Bolzano. Alcune banche, soprattutto locali, continuano a proporre il “tasso minimo”, mentre altre il tasso variabile con “tetto massimo”, opzione scelta soprattutto da coloro che si sentono “insicuri” in relazione all’andamento futuro dei tassi sul mercato.

“Il TAEG continua ad essere tabù per varie banche”: infatti solo alcune banche hanno indicato al CTCU il TAEG riferito ad un mutuo a tasso fisso di 100.000 euro, sui 10 anni di durata, a rate mensili e considerando le spese accessorie standard indicate nel confronto. “Ancora molte banche – segnala il CTCU – si ostinano a calcolarlo a loro piacimento o considerando solo alcune voci di spesa e non tutte oppure a non calcolarlo affatto, rendendo in tal modo meno trasparente il raffronto fra offerte, nella fase di scelta del mutuo. Segnale non buono nei confronti dei consumatori”.

Infine, il CTCU segnala una pratica “alquanto scorretta” utilizzata da alcune banche: il recesso unilaterale da parte della banca (recesso ad nutum). “Chi si accinge a stipulare un nuovo mutuo, farà bene ad assicurarsi che nel contratto non sia prevista questa clausola” avverte l’Associazione secondo cui le banche usano questa pratica per convincere i consumatori a “ricontrattare” i contratti in essere, come segnalato di recente da molti mutuatari. Il CTCU sta intraprendendo gli opportuni passi in questa vicenda.

 

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