Mutui, UNC: banche possono vendere casa anche se si sono pagate 7 rate

Monta la protesta delle Associazioni dei consumatori per la novità sui mutui, contenuta nella direttiva europea recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, che permetterebbe alle banche di entrare in possesso e rivendere la casa, se il cliente non paga le rate La questione è stata denunciata dalle Associazioni dei consumatori diversi giorni fa, e sta attirando l’attenzione anche del mondo politico e bancario. Il Presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha spiegato che questa eventualità non riguarda fatti del passato ma la possibilità per il futuro, lasciata alla libera contrattazione tra famiglie e istituti bancari. “Esiste anche un fondo salva-mutui per le moratorie presso il Tesoro” ricorda Patuelli.

Ma le Associazioni non ci stanno. “Il regalo che Governo e Parlamento vogliono fare alle banche è inaccettabile. Eliminare il filtro del giudice significa consegnare il consumatore nella morsa delle banche. E’ incredibile che il legislatore si sia già dimenticato di quanto accaduto negli Stati Uniti, dove furono proprio i mutui subprime ad innescare la crisi dalla quale non siamo ancora usciti. Le banche in America possono vendere la casa del debitore senza alcun filtro del giudice, ma questo ha solo aggravato la crisi di liquidità delle banche, non l’ha risolta” ha dichiarato il Prof. Stefano Cherti, consulente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“La situazione, comunque, è purtroppo più grave rispetto a quanto si creda. Stando al testo attualmente scritto, la banca, in teoria, può decidere di vendere la casa anche se si sono pagate le famose 7 rate di cui tutti parlano. Il terzo comma dell’art. 120-quinquiesdecies, in base al quale le parti possono convenire il trasferimento del bene alla banca in caso di inadempimento, parla genericamente di “inadempimento del consumatore”, senza specificarne la gravità, ossia se si fa riferimento all’art. 1455 del codice civile, un inadempimento che non ha scarsa importanza per la banca o all’art. 40 del Testo unico bancario, cioè dopo il famoso ritardato pagamento di almeno sette rate, anche non consecutive. Quindi in teoria la banca potrebbe vendere la casa anche se si sono pagate 7 rate” ha proseguito Cherti.

Infine, nell’art. 120-quinquies comma 2, è scritto che dal costo totale del credito (TAEG), sono «esclusi i costi connessi con la trascrizione dell’atto di compravendita del bene immobile e le eventuali penali pagabili dal consumatore per l’inadempimento degli obblighi stabiliti nel contratto di credito».  In pratica, dopo l’eliminazione delle penali ottenuta con l’entrata in vigore, nel 2007, del c.d. Decreto Bersani, si reintroduce nella norma un generico riferimento alle eventuali penali pagabili dal consumatore. Fare passi indietro nell’unico campo nel quale, grazie alle lenzuolate Bersani, c’è stata un’effettiva liberalizzazione, sarebbe un autogol clamoroso” ha concluso Cherti.

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