Tassi bancari usurari, dalla Calabria una vittoria per i consumatori

Consumatori contro i tassi bancari usurari. E’ una grande notizia quella che arriva oggi dalla Calabria: a Palmi (Reggio Calabria) si è tenuta l’udienza nel processo penale che ha coinvolto l’imprenditore calabrese Antonino De Masi, vittima dei tassi usurari applicati da alcuni istituti bancari. Il Giudice ha chiamato in causa Monte dei Paschi di Siena come responsabile civile per il risarcimento del danno, accogliendo le istanze di Codici e Forum delle associazioni antiusura che si erano costituite parte civile nel processo al fianco dell’imprenditore.

La battaglia di De Masi inizia nel lontano 2003 a Piana di Gioia Tauro, quando si è rivolto alle autorità giudiziarie per denunciare i tassi usurari applicati dalle banche della Piana. L’imprenditore era stato costretto a pagare oneri finanziari di 6 milioni di euro per linee di credito di 12-13 milioni di euro. “Per 8 anni il percorso burocratico della giustizia e l’inerzia statale sono stati tali da aggravare ancora di più la situazione economica del gruppo industriale De Masi”.

“Non posso che esprimere grande soddisfazione – dichiara il Coordinatore  di Codici Calabria, Giuseppe Salamone – L’esito dell’udienza di questa mattina  rappresenta un atto di giustizia importante per la tutela dei cittadini vessati dai fenomeni di usura bancaria. Questi sono solo i primi passi di una lunga battaglia che l’associazione Codici porterà avanti nel territorio calabrese”.

Stiamo avviando azioni anche sul territorio nazionale per verificare procedimenti penali aventi ad oggetto l’usura bancaria – prosegue Carmine Laurenzano, responsabile dell’ufficio legale del Codici –  solitamente e inopinatamente archiviati per la mancanza dell’elemento soggettivo del reato. Codici si andrà quindi a costituire in tutti i processi di usura bancaria perché è nostro obiettivo dimostrare che esiste all’interno delle direzioni centrali di vari istituti bancari un vero e proprio disegno di addebiti e di applicazioni di interessi a carico degli utenti ben oltre i limite di legge”.

 

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