Bankitalia: fuori dalla recessione nel 2013. Priorità alle riforme strutturali

L’Italia uscira’ dalla recessione nel corso del 2013: “Le previsioni del Governo e dei principali analisti, – prosegue Bankitalia – pur prefigurando per l’Italia una crescita negativa nella media del 2013, restano coerenti con un’uscita dalla recessione nel corso del prossimo anno. A un piu’ rapido ritorno alla crescita puo’ contribuire un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia. Nell’ambito dell’ampio processo di riforma in corso, volto a riportare l’Italia su un sentiero di crescita sostenuta, nelle ultime settimane sono stati adottati ulteriori provvedimenti, che mirano a rendere piu’ efficiente la Pubblica amministrazione e a favorire lo sviluppo di imprese innovative. E’ cruciale procedere con decisione e tempestivita’ nell’attuazione delle misure gia’ adottate”. E’ qaunto sostiene Banca d’Italia nel Bollettino Economico diffuso oggi.

Secondo Bankitalia le prospettive del mercato del lavoro restano “incerte” e i piu’ colpiti sono i giovani e le donne mentre i salari reali continueranno a registrare un calo nel prossimo biennio. In prospettiva, “le inchieste qualitative presso le imprese condotte in settembre dall’Istat e dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore non prefigurano un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro”. “Nel secondo trimestre – spiega Bankitalia – e’ proseguito l’aumento del numero di persone in cerca di occupazione (758.000 unita’ nel confronto con il secondo trimestre del 2011), che ha portato il tasso di disoccupazione al 10,5 per cento, superiore di quasi tre punti percentuali rispetto a un anno prima; il peggioramento e’ stato ancora piu’ marcato per la fascia di eta’ 15-24, in cui il tasso di disoccupazione e’ salito di 6,6 punti percentuali, attestandosi al 33,9 per cento. Su tali andamenti ha inciso l’incremento dell’offerta di lavoro, che ha interessato soprattutto i giovani, le donne e il Mezzogiorno. La domanda di lavoro si e’ invece contratta: il tasso di posti vacanti nel totale dei settori dell’industria e dei servizi si e’ attestato allo 0,5 per cento del totale delle posizioni lavorative (con una flessione di 0,4 punti percentuali dal secondo trimestre del 2011)”. In particolare, sottolinea l’istituto di Via Nazionale, “le imprese hanno ridotto la domanda per profili professionali elevati (nel complesso, il numero di quadri, dirigenti e impiegati e’ diminuito del 4 per cento) e hanno aumentato quella per mansioni manuali (6,1 per cento), invertendo il processo di ricomposizione verso qualifiche piu’ elevate osservato fino alla fine del 2011. Ne e’ derivato un calo piu’ marcato del tasso di occupazione dei laureati e diplomati e dei giovani con meno di 35 anni, a fronte della sostanziale stabilita’ tra i meno istruiti e i piu’ anziani”. Parlando di salari, Bankitalia ha rilevato che “nel complesso del 2012 e nel prossimo biennio le retribuzioni unitarie di fatto dovrebbero continuare a crescere a un ritmo inferiore a quello dei prezzi al consumo, con una conseguente ulteriore riduzione dei salari reali”.

Apprezzamenti, invece, per il settore bancario che da Palazzo Koch fanno sapere essere “solido” per aggiungere che “se la qualita’ del credito e la redditivita’ risentono del peggioramento della congiuntura, la patrimonializzazione degli istituti si e’ ancora rafforzata”.

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