Bankitalia: prestiti alle famiglie in calo. I commenti

A novembre i prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 4,3 per cento (-3,7 per cento a ottobre).  E’ quanto riferisce Banca d’Italia secondo cui il dato si scompone in due componenti: se da un lato i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,5 per cento sui dodici mesi (-1,3 per cento nel mese precedente), quelli alle imprese sono diminuiti, sempre su base annua addirittura del 6 per cento (-4,9 per cento a ottobre).  Quanto ai tassi d’interesse, quelli sui finanziamenti erogati  alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86 per cento, in lieve riduzione rispetto al 3,90 per cento di ottobre 2013.

Non potevano che essere negativi i commenti delle Associazioni dei Consumatori. “Se le banche non concedono credito adesso, quando intendono farlo? Quando le imprese avranno chiuso bottega per mancanza di fondi? – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – il Paese ha bisogno di rilanciarsi ed è fondamentale che gli istituti bancari partecipino al rilancio aprendo i cordoni e concedendo prestiti alla piccola e media impresa, gli investimenti sono un viatico necessario per la ripresa. E’ necessaria una decisa e pesante inversione di tendenza in questo comparto, altrimenti si aprono foschi scenari.”

Dello stesso tono il commento del Codacons: “E’ incredibile che imprese e famiglie stiano fallendo ma le banche si tengano i soldi. Se proprio quando gli italiani necessitano di prestiti e di liquidità, le banche smettono di fare il loro mestiere di far circolare la moneta e prestare soldi, è evidente che il sistema economico si inceppa. Le banche, insomma, continuano imperterrite nel loro vecchio vizio di dare i soldi solo a chi ce li ha già o è troppo grande per fallire”.

Ecco perché il Governo – conclude il Codacons – dovrebbe intervenire seriamente per riformarle, aumentando la concorrenza nel settore, eliminando, ad esempio, balzelli anacronistici come le commissioni di istruttoria veloce e riducendo privilegi assurdi, come i compensi d’oro ed i super bonus dei banchieri, che dovrebbero essere decisi dagli azionisti e non dai consigli di amministrazione. Inoltre vanno  vietati bonus in caso di acquisizioni e vendite, onde evitare conflitti di interessi.

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