Bankitalia: prestiti ancora in calo per famiglie e privati

Niente inversione di tendenza nonostante le misure attuate dalla Banca Centrale Europea: i prestiti delle banche sono ancora in calo, nonostante il Quantitative Easing. A certificarlo è la Banca d’Italia nell’odierna pubblicazione sulle principali voci dei bilanci bancari: a marzo i prestiti al settore privato sono in flessione dell’1,5% su base annuale (era il 2% a febbraio), i prestiti alle famiglie sono calati dello 0,3% (dallo 0,4% di febbraio) e quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,2% (era il 3% lo scorso mese).

soldiUn rallentamento che però non è ancora un cambiamento di direzione, tanto è vero che è molto critico il commento diffuso a stretto giro dall’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda infatti i dati del tutto in controtendenza diffusi all’inizio di maggio dall’Associazione bancaria italiana (Abi) che invece parlava di un vero e proprio boom di mutui rilasciati alle famiglie nei primi tre mesi di quest’anno. Bankitalia invece parla di prestiti ancora in flessione su base annuale. “Dati inaccettabili ed incompatibili con il QE. Considerato che il 9 marzo è iniziato ufficialmente il piano di acquisti di titoli di Stato, il Quantitative Easing, questi dati sono una vergogna”, ha dichiarato di fronte ai dati di Bankitalia Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inaccettabili, poi, i dati sui tassi di interesse, che, nonostante siano in diminuzione, dimostrano come le banche, a fronte di tassi di riferimento ai minimi storici, hanno pensato bene di compensare, innalzando gli spread”.

Sono numeri che confermano i dubbi dell’associazione, che all’indomani della diffusione dei dati dell’Abi sui finanziamenti per l’acquisto delle abitazioni dati alle famiglie aveva espresso perplessità nell’attesa appunto dei dati ufficiali di Bankitalia. “Questi dati confermano quello che l’UNC aveva detto nei giorni scorsi, ossia che i dati Abi, secondo i quali nel trimestre gennaio-marzo 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui era salito del 50,4% rispetto allo stesso periodo del 2014, erano inverosimili e contrastanti con quelli di Bankitalia – scrive l’UNC – Considerato che i prestiti delle banche al settore privato avevano registrato, a febbraio, una contrazione su base annua del 2% e a gennaio dell’1,8%, e che i prestiti alle famiglie erano calati a febbraio dello 0,4% e a gennaio dello 0,5, era impossibile che a marzo ci fosse un’inversione di tendenza con percentuali bulgare come quelle indicate dall’Abi”.

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