BCE taglia i tassi: si tocca minimo storico di 0,25%

Nuovo minimo storico per i tassi di interesse della zona euro: la Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare i tassi che da diversi mesi restavano invariati (già molto bassi). Il tasso principale sulle operazioni di rifinanziamento dell’area euro è ridotto di 25 punti base, toccando il record minimo dello 0,25%, per le operazioni dal 13 novembre. Taglio di 25 punti anche per il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale che arriva allo 0,75%. Invariato allo 0,00% il tasso sui depositi presso la banca centrale. Il Codacons chiede alla Bce di svalutare l’euro.

Immediate le reazioni degli osservatori finanziari che leggono questo taglio come una reazione al peggioramento di alcuni indicatori economici importanti. Il rischio da scongiurare, secondo i mercati, è quello della deflazione.

La Bce stima un possibile ”prolungato periodo di bassa inflazione” per la zona euro.

In conferenza stampa il Governatore della Bce Mario Draghi sta spiegando i motivi della sua decisione: “I tassi resteranno bassi per un periodo prolungato”. “Con la decisone di oggi la Bce non ha raggiunto la soglia minima per tassi di interesse e in linea di principio può decidere un ulteriore taglio del costo del denaro” ha detto Draghi, secondo cui “è essenziale rafforzare la solidità”’ delle banche dell’Eurozona, riducendo la frammentazione del mercato del credito.

Secondo la Coldiretti “il taglio dei tassi è una boccata di ossigeno che ci auguriamo possa favorire l’accesso al credito delle PMI che in agricoltura hanno visto ridurre ancora i finanziamenti del 4,2% nel semestre 2013, dopo il crollo del 25,1% registrato nello stesso periodo del 2012″. “Tra i motivi che scoraggiano le imprese a rivolgersi agli Istituti bancari emerge – sottolinea la Coldiretti – la richiesta di garanzie sempre più gravose, i tassi di interesse e l’allungamento dei tempi di istruttoria e procedurali. L’effetto è stato un preoccupante blocco dei processi di investimento particolarmente importanti per sostenere la competitività del Made in Italy e la ripresa dell’economia”.

Per il Codacons, che nel mese di ottobre aveva contestato la Bce per non aver diminuito i tassi, si tratta finalmente, di una buona notizia, che potrà dare impulso agli investimenti e ridurre il costo dei mutui a tasso variabile. Il compito della Bce, infatti, non può essere solo il controllo dell’inflazione, ma anche la crescita.

L’associazione di consumatori, per dare un’ulteriore scossa agli investimenti, chiede ora alla Bce di svalutare l’euro. “L’Europa, infatti, non può avere la moneta più forte al mondo, visto che ha la crescita più bassa – scrive il Codacons – Tra avere una valuta troppo forte e una moneta troppo svalutata con conseguente inflazione interna, esiste certamente una via di mezzo. Considerato, quindi, che ad ottobre l’inflazione è crollata allo 0,7% nell’Eurozona, dall’1,1% di settembre, è possibile un moderato intervento sull’euro per favorire le esportazioni delle imprese europee”.

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