Bond argentina, Confconsumatori: risarcimento per oltre 28 mila euro

Già nell’ottobre del ’98 i bond argentini erano un investimento da non proporre a chi aveva una scarsa propensione al rischio. Invece sono stati proposti a una risparmiatrice che aveva investito tutto il suo patrimonio in obbligazioni argentine: ora però sarà risarcita, perché il Tribunale di Parma ha stabilito che la banca doveva informare per iscritto del rischio dell’investimento. È quanto segnala Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio la risparmiatrice.

Il Tribunale di Parma ha condannato una banca al risarcimento dei danni, pari 28.390 euro oltre gli interessi, patiti da una risparmiatrice per avere acquistato titoli argentini nel dicembre 1998 e nel gennaio 1999. Secondo il Tribunale l’inadempimento dell’istituto è evidente in quanto si trattava di un investimento inadeguato per la cliente, per almeno due motivi: la risparmiatrice aveva  dichiarato una bassa propensione al rischio, mentre titoli come quelli argentini già all’epoca erano collocati dalle agenzie di rating nei not investment grade con conseguente  incerta capacità dell’emittente di fare fronte ai propri impegni; inoltre l’investimento rappresentava la totalità del patrimonio investito dalla risparmiatrice ed era, di conseguenza, per consolidatissima giurisprudenza, da ritenersi inadeguato.

Il Tribunale ha dunque stabilito l’inadempimento dell’istituto per non avere informato per iscritto l’investitrice di tale circostanza e per non avere preteso la sua dichiarazione scritta di voler comunque effettuare l’operazione.

“Il caso  – afferma l’avvocato Giovanni Franchi, legale Confconsumatori – come già accaduto in precedenza con uno analogo è singolare perché la banca è stata condannata a pagare tutto il capitale investito, maggiorato degli interessi, con la sola deduzione della cedola riscossa, ma non dell’attuale valore di quei titoli pari a circa il 30%. Si tratta di un investimento che in realtà, grazie all’intervento di Confconsumatori, ha reso più del previsto. La  sentenza è inoltre chiarissima nell’affermare che già nell’ottobre 1998 i bond argentini appartenevano ad una categoria di investimenti da non proporre a chi, come molti, aveva una scarsa propensione al rischio e voleva salvare i suoi risparmi dai rischi del mercato”.

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