Bruxelles: l’Europa vede la ripresa, l’Italia meno

L’Europa vede la ripresa, l’Italia un po’ meno. “L’economia europea prosegue il percorso di riequilibrio” ma non ci si può adagiare perché “la ripresa è ancora modesta e per irrobustirla e creare occupazione dobbiamo mantenere la rotta delle riforme economiche”: sono le parole con cui Olli Rehn, Vicepresidente della Commissione e Commissario per gli Affari economici e monetari e l’euro, presenta le previsioni d’inverno della Commissione europea.

Queste indicano che nella maggior parte degli Stati, e nell’Unione nel suo complesso, prosegue la ripresa economica. Nel dettaglio, afferma la Commissione europea, “dopo l’uscita dalla recessione nella primavera 2013 e tre trimestri consecutivi di modesta ripresa, la crescita economica è prevista ora in lieve accelerazione. Nel 2014 la crescita del PIL in termini reali dovrebbe segnare l’1,5% nell’UE e l’1,2% nella zona euro, per poi accelerare nel 2015 fino a raggiungere il 2,0% nell’UE e l’1,8% nella zona euro, il che rappresenta, per ogni tasso, una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni di autunno 2013. Il presupposto di fondo delle previsioni resta che l’attuazione delle misure politiche decise a livello di UE e di singoli Stati membri sostenga un aumento della fiducia e un miglioramento delle condizioni di finanziamento e che permetta di proseguire nel necessario aggiustamento economico in corso negli Stati membri irrobustendone le potenzialità di crescita”.

Commenta Olli Rehn, Vicepresidente della Commissione e Commissario per gli Affari economici e monetari e l’euro: “Dopo essere tornata a crescere a metà dello scorso anno, l’economia europea mostra ora un consolidamento della ripresa. Quest’anno il rafforzamento della domanda interna dovrebbe aiutarci a realizzare una crescita più equilibrata e sostenibile. L’economia europea prosegue il percorso di riequilibrio e la competitività esterna migliora, soprattutto nei paesi più vulnerabili. Anche se i momenti più bui della crisi paiono ormai alle spalle, non possiamo adagiarci: la ripresa è ancora modesta e per irrobustirla e creare occupazione dobbiamo mantenere la rotta delle riforme economiche.”

Il mercato del lavoro continua però a essere difficile, con una stabilizzazione lenta e un tasso di disoccupazione che rimane elevato perché, spiega la Commissione, “solitamente ci vogliono oltre sei mesi, se non più, prima che l’evoluzione del PIL si ripercuota sul mercato del lavoro. In quest’ottica, si prevede un lieve incremento dell’occupazione a partire da quest’anno, con una diminuzione del tasso di disoccupazione entro il 2015 fino al 10,4% circa nell’UE e all’11,7% circa nella zona euro, seppur sempre con differenze notevoli da paese a paese”. Per il 2014 si prevede un’inflazione contenuta dei prezzi al consumo sia nell’UE sia nella zona euro, con tassi, rispettivamente, dell’1,2% e dell’1,0%, preludio di un lieve aumento di circa ¼ pp nel 2015 via via che decollerà la crescita economica.

Fra le differenze nazionali, in Italia si segnalano miglioramenti nelle stime sul deficit ma un Pil ancora molto debole e una disoccupazione che comincerà a diminuire solo nel 2015, ma che rimane ancora a livelli superiori rispetto alla media europea. Le stime Ue sul deficit per l’Italia sono del 2,6% quest’anno e 2,2% nel 2015, con il 2013 che chiude a 3%. Peggiorano le stime della disoccupazione che quest’anno sale a 12,6% e nel 2015 a 12,4%. Il ritmo di crescita del Pil è più debole del previsto: la Commissione Ue rivede al ribasso la stima del Pil di novembre e da +0,7% la aggiorna a +0,6% nel 2014, mentre per il 2015 il Pil è previsto all’1,2%.

“Le previsioni invernali 2014 della Commissione europea confermano un consolidamento della finanza pubblica italiana: il rapporto deficit/PIL nel 2013 non supera la soglia del 3% prevista dai trattati europei, mentre per il 2014 è stimato a 2,6% – valore inferiore alle precedenti stime della stessa commissione (2,7%) e più vicino alle stime formulate dall’Italia (2,5%) – commenta in una nota il Ministero dell’Economia e delle Finanze –  Questo dato è la conseguenza dell’abbassamento dei tassi d’interesse sul debito pubblico – la Commissione europea rivede la previsione sul debito in calo dal 134% al 133,7% del PIL – effetto anche della riduzione del rischio-paese. La Commissione stima una ripresa degli investimenti in Italia per la prima volta dal 2010, e a tassi superiori a quelli registrati negli ultimi dieci anni. Si tratta di una inversione di tendenza fondamentale per favorire l’aumento dell’occupazione. Queste previsioni, tra cui un andamento del PIL ancora non soddisfacente, sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico”. Per arrivare a questi risultati, conclude il Mef, saranno fondamentali il processo di privatizzazione e “l’intera azione di riforme cui si accinge il Governo”.

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