Cashless Way: obiettivo e-payment. Meno contanti più carte

Ultimi. Ancora una volta fanalino di coda di un’Europa che corre sempre un po’ più avanti di noi. Questa volta il banco del confronto è l’utilizzo della moneta elettronica in tutte le sue forme, dalla carta di credito ai più moderni sistemi di pagamento tramite smartphone. L’Italia continua ad avere una passione per il denaro sonante, al punto che, dati alla mano, 9 pagamenti su 10 sono effettuati in contanti. Eppure le carte di credito, i pos, gli sportelli bancomat si trovano sempre più spesso in giro e, valutando il numero delle operazioni registrate da questi apparecchi (48% in più dall’ultima rilevazione), si direbbe che sono usati in maniera crescente. Il problema è che la maggior parte degli utenti lo fa per prelevare denaro fisico con cui poi effettuerà tutti i pagamenti, piccoli o grandi della vita di tutti i giorni. Viene quindi da chiedersi che cosa c’è che non funziona in questo meccanismo.

Perché se il numero di operazioni telematiche aumenta, la maggior parte di queste è costituita solo da prelievi e non da altri servizi? Cosa disincentiva i consumatori dall’adottare modalità elettroniche di pagamento? Obiettivo e-payment è il titolo della giornata di discussione indetta dall’associazione Cashless way per mettere tutti insieme attorno ad un tavolo istituzioni, mondo del business e consumatori e raccogliere proposte ed esperienza utili a costruire un percorso verso la sostituzione del contante. È dello scorso 8 gennaio, la proposta di legge lanciata dall’On. Sergio Boccadutri, di Sel, sulle disposizioni concernenti la limitazione dell’uso del contante e la promozione dell’impego della moneta elettronica. “Il maggior utilizzo delle carte e dei pagamenti elettronici potrebbe portare ad un risparmio di 40 miliardi di euro l’anno, quasi 3 punti di Pil”, ha precisato l’Onorevole che evidenzia anche un vero e proprio e- payment divide, non solo tra l’Italia e il resto d’Europa, ma anche all’interno del nostro Paese (tra giovani e anziani ma anche tra Nord e Sud).

“Gli ostacoli da superare per invertire la tendenza sono almeno di tre tipi”, dice Gianfranco Torriero (Direttore centrale di Abi): fattori socio-culturali legati all’età, ad esempio; diffidenza verso la moneta elettronica che genera insicurezza; tracciabilità dei pagamenti (che costituisce un problema per tutta quella parte di economia sommersa del Paese). Accordo quasi unanime dei presenti sulle strategie pratiche da attuare per incentivare i pagamenti elettronici: maggiore comunicazione, informazione e sensibilizzazione; rendere conveniente per gli esercenti l’uso del denaro elettronico; colmare il gap infrastrutturale.

E i consumatori? Quali potrebbero essere i benefici di cui potrebbero godere? Massimiliano Dona (Segretario generale di Unione Nazionale Consumatori) spiega che i consumatori già sanno che un acquisto fatto con moneta elettronica è per certi aspetti più sicuro di uno fatto in contanti (data la tracciabilità del percorso) ma chiedono di non essere preso in giro. Non sono disposti a pagare di più perché acquistano con carta di credito (specie per quanto riguarda il panorama dell’e-commerce), pretendono che non ci siano rischi per i dati personali e chiedono che la transazione avvenga nel modo più semplice possibile così da evitare errori. Innovare va bene, purchè non lo si faccia a spese dei consumatori.

Di Elena Leoparco

Un commento a “Cashless Way: obiettivo e-payment. Meno contanti più carte”

  1. Rosaria ha detto:

    Non so da dove le tirate fuori certe notizie.
    Io sono stata più volte in Germania a Francoforte e dintorni e in più di un supermercato mi son vista rifiutare la carta di credito, solo contante o bancomat e in alcuni nemmeno questo e sono stata costretta a prelevare contante da un bancomat esterno.
    Il punto è che le carte sono comunque penalizzate dalle commissioni che gli esercizi commerciali non si vogliono accollare e lo vediamo perfino dai siti che praticano e-commerce dove alla fine della procedura di pagamento ti accollano le commissioni per il pagamento con carta, posso dimostrare che perfino alla biglietteria dei traghetti Caronte a Messina e Villa S.G. ti fanno pagare le commissioni per pagamento con carta, ho i biglietti! Se paghi con il contante non paghi le commissioni. A queste condizioni costringere i cittadini a pagare con mezzi elettronici è un abuso bello e buono come è un abuso costringere i pensionati ad avere un conto corrente con buona pace di quelli che vanno cianciando che questi conti sono esenti di spese, non ne ho visto ancora uno effettivamente gratis, se ti devi utilizzare una ricaricabile ti impongono comunque una commissione di ricarica. Ma dove vivete?