Cessione del quinto, MC: online petizione per abbassare il tasso d’usura

In questo periodo di crisi, sempre più pensionati e lavoratori dipendenti, pubblici e privati, impegnano mensilmente un quinto della loro entrata mensile per far fronte alle spese correnti o per concludere o avviare piccoli progetti. Questa particolare forma di credito, prevista dalla normativa italiana, ha però un costo molto più alto di quello che dovrebbe avere in realtà. “Una soglia d’usura del 17,21% è frutto di un sistema certamente non competitivo che sfrutta lo stato di bisogno dei soggetti più vulnerabili”, fa notare il Movimento Consumatori.”. L’associazione ha da poco lanciato una petizione online sul sito www.movimentoconsumatori.it con cui chiede di introdurre una deroga all’attuale disciplina in modo da prevedere la diminuzione del tasso soglia per i contratti di prestito con cessione del quinto, delegazione o qualsivoglia forma che renda indisponibile una quota del reddito o della pensione.

La legge 108 del 1996 ha introdotto un parametro oggettivo per determinare il tasso soglia, ovvero l’ammontare complessivo dei costi oltre i quali l’erogazione del credito è sempre considerata usuraria. Ogni tre mesi il Ministero dell’Economia rileva il tasso medio praticato dalle banche e dagli altri intermediari (TEGM) per ogni categoria di operazioni di erogazione del credito (mutui, scoperti in conto corrente, cessione del quinto etc). La soglia d’usura, ovvero il costo massimo applicabile, considerando interessi, commissioni e spese, è data dal TEGM aumentato del 25%, oltre 4 punti.

Movimento Consumatori chiede di abbassare questo limite dell’usura per i prestiti con cessione del quinto dello stipendio/pensione passando ad uno più contenuto (con il solo aumento del 25% del TEGM) così da rendere complessivamente meno costoso il prestito per il consumatore”, dichiara Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC.

“Una differenziazione tra il tasso dei contratti di cessione del quinto e le altre operazioni è a nostro avviso ragionevole e giustificata per due ragioni”, afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC, “la cessione del quinto è la forma di accesso al credito di ultima istanza per i consumatori e comporta un’indisponibilità di una parte importante del reddito; inoltre nei prestiti garantiti dalla cessione dello stipendio il rischio specifico per il finanziatore è pressoché inesistente: la riduzione del tasso soglia consentirebbe di riportare ad equità il costo del credito, senza pregiudicare in maniera ingiusta i guadagni delle finanziarie e delle banche”.

La petizione lanciata da MC è la prima di una serie di iniziative che Movimento Consumatori metterà in campo per la riduzione del tasso soglia nei contratti di cessione del quinto e per garantire più equità nel credito.

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