Codacons: aumento dell’Iva sarebbe suicidio

“Aumentare l’Iva non solo avrebbe effetti nefasti sulle famiglie già sul lastrico, ma sarebbe un suicidio anche al fine di risanare i conti pubblici. Aumentare le tasse sui consumi mentre questi stanno già precipitando, non può che determinare una contrazione del gettito”. A sostenerlo è il Codacons all’indomani dell’avvertimento lanciato dal ministero dell’Economia secondo cui sarebbero impossibile le due misure, cancellazione dell’Imu e nessun aumento dell’Iva.

La dimostrazione di quanto sostiene il Codacons è nei dati ufficiali: il gettito Iva, infatti, nei primi 7 mesi dell’anno è già calato del  5% (-2.944 milioni). La ragione è, ovviamente, nella riduzione degli scambi interni. Dal settembre 2011, ossia da quando c’è stato il primo incremento dell’aliquota dal 20 al 21%,  alla fine del 2012, il calo è stato di 3,5 miliardi. Il crollo complessivo, quindi, dal primo incremento dell’aliquota ad oggi, è stato di quasi 6,5 miliardi di euro. E’ di tutta evidenza, perciò, che se l’Iva salisse ulteriormente al 22%, il gettito scenderebbe ulteriormente.

Per il Codacons la dichiarazione del presidente del Consiglio Enrico Letta, fatta a Porta a Porta, secondo il quale è più difficile non aumentare l’Iva rispetto alla riduzione del cuneo fiscale perché i soldi di queste entrate sono già stati spesi ed iscritti a bilancio, dimostra il bluff del Governo con l’Europa. L’Ue, infatti, continua a credere, o finge di farlo, che il maggior gettito sull’Iva previsto nelle poste di bilancio sia vero e che, grazie a quello, i conti pubblici torneranno a posto. Se, quindi, il Governo toglierà il gettito previsto, tanto teorico quanto falso, ecco che l’Europa si sveglierà improvvisamente e chiederà conto di quei soldi che in realtà non sarebbero mai entrati. Per tutte queste ragioni il Codacons chiede al Governo di non aumentare l’Iva ad ottobre e di prendere atto della realtà.

“In un quadro così critico l’aumento dell’Iva allontanerebbe in modo drammatico qualsiasi prospettiva di ripresa”, rileva, invece, Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, “traducendosi in aumento dell’inflazione, riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e ulteriore accelerazione del calo della domanda interna. Senza peraltro determinare benefici in termini di gettito fiscale, perché gli effetti negativi sulla domanda si tradurrebbero in minori introiti per lo Stato. Com’è già successo nel 2011 con l’incremento di un punto dell’aliquota del 20%”. “Noi non siamo pregiudizialmente contrari all’aumento dell’Iva”, sottolinea Bordoni. “Concordiamo totalmente sull’obiettivo, sano, di mantenere in ordine i conti pubblici. E condividiamo l’esigenza di un riordino complessivo della fiscalità. Poniamo però un problema di opportunità del provvedimento in questa fase così negativa del ciclo economico e della domanda. Più in generale rimarchiamo gli effetti altrettanto negativi sulle possibilità di ripresa derivanti da qualsiasi nuova tassazione dei consumi”. “Opzioni alternative ci sono”, conclude Bordoni, “e le abbiamo più volte indicate. Bisogna agire con coraggio e decisione sulle liberalizzazioni, perché le spese obbligate delle famiglie (luce, gas, acqua, servizi finanziari, carburanti…) in questi anni hanno registrato una crescita incontrollata. Chiediamo al Governo Letta e alle forze politiche una forte convergenza in questa direzione. Servono inoltre interventi drastici di riduzione della spesa pubblica improduttiva, che determinerebbero effetti di correzione strutturale dei conti pubblici duratori e utili per il Paese”.

Un commento a “Codacons: aumento dell’Iva sarebbe suicidio”

  1. marco ha detto:

    l’attuale aliquota ordinaria del 21% dovrebbe essere portata al vecchio 18%, presumo si incasserebbe di più rispetto ad oggi e risolleverebbe i consumi.