Conto online o prepagate? Supermoney: con i primi si risparmia

Qual è lo strumento migliore per insegnare ai ragazzi a gestire il denaro? Una carta prepagata o un conto online? Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio SuperMoney, portale per la comparazione delle migliori offerte di carte di credito e altri prodotti bancari, i costi dei conti online sono sicuramente più competitivi rispetto a quelli delle prepagate. Mettendo a confronto alcune delle principali carte ricaricabili disponibili oggi sul mercato, emesse da CartaSi, UniCredit, BNL-Bnp Paribas, Poste Italiane, Fineco, Intesa Sanpaolo e Kalixa, emerge infatti che ciascuna di queste prevede il pagamento di commissioni per la ricarica, o costi una tantum per l’attivazione, o ancora per prelevare contanti presso gli sportelli bancomat.

Attivare una carta prepagata può costare anche 13,5 euro, mentre i costi medi di ricarica si aggirano intorno ai 2 euro e variano a seconda che l’operazione sia svolta in filiale o tramite home banking. Se si prelevano contanti presso un altro istituto, infine, la commissione può arrivare anche a 3 euro. Si tratta di cifre contenute, ma secondo l’Osservatorio ci sono ancora ulteriori margini di risparmio.

Se al posto della prepagata, si scegliesse di aprire uno dei conti correnti online attualmente più convenienti (Webank, CheBanca! e Fineco) si abbatterebbero completamente i costi di gestione e le commissioni connesse all’utilizzo della carta bancomat.

“Se la carta prepagata serve principalmente per più o meno sporadici acquisti online – commenta Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney – allora è sufficiente usare questa. Se invece la carta serve per la gestione delle spese normali, quelle che i ragazzi sono già in grado di amministrare in autonomia come il rinnovo dell’abbonamento dei mezzi o l’aperitivo del fine settimana, allora conviene aprire un conto online”. “Certo, ci sono pro e contro per entrambi i prodotti. La prepagata non può andare in rosso e non è tassata con l’imposta di bollo. Tuttavia – sostiene Manfredi – è difficile che un under 25 abbia più di 5 mila euro sul proprio conto corrente (ovvero la giacenza oltre la quale si applica l’imposta). Per questo motivo, il conto online si rivela il prodotto bancario più economico e più flessibile, sia per i ragazzi che per i genitori”.

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