Credito al consumo, Federconsumatori: quest’anno in calo del 4%

Dopo aver raggiunto il picco nel 2009, con 115,1 miliardi di euro, negli ultimi anni le consistenze del credito al consumo sono andate progressivamente diminuendo, e per quest’anno si attestano a 105,9 miliardi di euro, con una flessione del 4% rispetto allo scorso anno. Significa che le famiglie italiane non possono più neanche indebitarsi: se all’indomani del passaggio all’euro hanno fatto ricorso al credito al consumo per mantenere gli stessi standard di vita, con la crisi economica la tendenza si è ribaltata e si sono ridotti anche gli acquisti a rate. I dati vengono da Adusbef e Federconsumatori, che commentano: “Si conferma così un andamento estremamente grave e preoccupante, che denota chiaramente la situazione di profonda crisi che le famiglie stanno vivendo: non solo si sono drasticamente ridotte le possibilità di accesso al credito, ma il disagio economico vissuto quotidianamente è tale da non consentir più ai cittadini di indebitarsi”.

La contrazione degli acquisti a rate contribuisce ad accrescere la forte crisi dei consumi, che come rilevato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori nel biennio 2012-2013 registrerà un impressionante calo del -8,1%, pari ad una diminuzione complessiva della spesa delle famiglie di circa 60 miliardi di euro. Su questa tendenza pesa inoltre il clima di incertezza sulle prossime scadenze fiscali che affligge le famiglie.

L’analisi dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sull’andamento delle consistenze del credito al consumo dal 2002 al 2013 fotografa il cambiamento delle condizioni sociali e delle abitudini delle famiglie negli ultimi dieci anni: “Dal 2002 al 2009 vi è stata una continua crescita delle consistenze debitorie. Un andamento dovuto al fatto che, all’indomani del passaggio all’euro, per colmare la perdita del potere di acquisto derivante dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per mantenere gli stessi standard di vita, le famiglie hanno iniziato a ricorrere in misura sempre maggiore all’indebitamento (richiedendo sia prestiti personali, che prestiti per acquisti rateali e persino per andare in vacanza) – spiega l’Osservatorio – A partire dal 2009-2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali. Il calo più marcato si registra proprio nel 2013, anno in cui le consistenze debitorie son tornate ai livelli antecedenti il 2008”.

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