Consumatori: in calo ricorso al credito al consumo (-4% rispetto al 2012)

I cittadini non riescono neanche più a indebitarsi. E’ questa la conclusione ci sono giunte Federconsumatori e Adusbef che hanno analizzato l’ennesimo calo consecutivo delle consistenze del credito al consumo: meno 4% rispetto allo scorso anno. Inoltre – continuano le Associazioni – ad accelerare tale tendenza contribuisce l’insostenibile clima di incertezza, che investe specialmente il fronte fiscale: i cittadini non sono più nella condizione di poter programmare nulla fino a quando non conosceranno con esattezza cosa deciderà il Governo in tema di IVA, IMU e Tares ( che per costi diretti ed indiretti da uno studio O.N.F. potrebbe incidere qualora mantenute, sul potere di acquisto per 937 Euro).

Dalle rilevazioni delle Associazioni emerge che “dal 2002 al 2009 vi è stata una continua crescita delle consistenze debitorie. Un andamento dovuto al fatto che, all’indomani del passaggio all’Euro, per colmare la perdita del potere di acquisto derivante dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per mantenere gli stessi standard di vita, le famiglie hanno iniziato a ricorrere in misura sempre maggiore all’indebitamento (richiedendo sia prestiti personali, che prestiti per acquisti rateali e persino per andare in vacanza). A partire dal 2009 – 2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali. Il calo più marcato si registra proprio nel 2013, anno in cui le consistenze debitorie son tornate ai livelli antecedenti il 2008”.

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