Decreto Pos, Confesercenti: norma iniqua, a rischio servizi per i consumatori

Fra due mesi entrerà in vigore il decreto ministeriale attuativo che renderà obbligatoria l’accettazione delle carte di debito e di credito per i pagamenti di importo superiore ai 30 euro, sia per le transazioni con le imprese per l’acquisto di beni e servizi sia per i professionisti. Un’operazione che, così come strutturata, non piace a Confesercenti: per la sigla si tratta di “una norma iniqua che ignora i problemi delle imprese e non agisce sui costi” e che metterà a rischio i servizi per i consumatori, perché per esercizi quali gestori di carburanti e tabaccai i costi delle transazioni elettroniche risultano troppo elevati per avere margini di guadagno su pagamenti quali bolli, canone e rifornimento carburanti.

Per Confesercenti si tratta dunque di “una norma iniqua, che ignora i problemi delle imprese e scarica su di esse tutto il peso – in primo luogo economico – del provvedimento, senza affrontare il vero ostacolo alla diffusione della moneta elettronica: il costo globale troppo alto dell’utilizzo di carte di credito e di debito in Italia, il 50% in più rispetto alla media europea”.

“Confesercenti – spiega una nota – ha già espresso al Governo le forti preoccupazioni per i gravi oneri da sostenere, dall’attivazione POS alle commissioni su ogni transazione, così come ha chiesto una distribuzione equilibrata fra benefici e costi a carico dei soggetti interessati che tenga conto delle specificità di alcuni tipologie di imprese.  Gli esercizi caratterizzati da pagamenti di piccola entità – come i gestori carburanti, i tabaccai, gli edicolanti, i bar ed altri – vedranno infatti il proprio margine dimezzarsi o azzerarsi, andando addirittura in rosso. Un problema riconosciuto anche dallo Stato: non a caso il decreto liberalizzazioni, per i carburanti, proponeva la gratuità delle commissioni in caso di pagamenti fino a 100 euro, anche se al provvedimento non è stato dato seguito. E’ verosimile che alcune imprese escano dal mercato o smettano di offrire alcuni servizi: qualcuno deve spiegarci come questo possa tramutarsi in un vantaggio per i consumatori. La diffusione della moneta elettronica – conclude Confesercenti – si aumenta abbattendo i costi di utilizzo dello strumento, non a furia di obblighi e divieti che mettono in difficoltà le imprese e i cittadini che non hanno accesso alle forme di pagamento elettronico”.

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